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punto e virgola

Ad Atene tira un gran vento. Le antenne e le parabole sopra i tetti dei palazzi ondeggiano paurosamente davanti al Partenone. Da sud, dal mare, arrivano minacciose nuvole nere. Seduto in terrazza leggo Philip Roth (Philip, se il prossimo anno ti ignorano ancora bombardiamo Stoccolma…) sorseggiando il mio primo frappé metrio della giornata.
Il nuovo governo socialista del premier Papandreu ha deciso per un giro di vite in Exarchia, il quartiere anarchico alle spalle del Politecnico, una città nella città: si fanno sempre più frequenti e determinate le incursioni di squadroni della polizia in assetto antisommossa. Giorno o notte, in pochi istanti occupano la bella piazza alberata arrivando contemporaneamente da tutte le strade che vi confluiscono, in moto, motorino, macchina, camionette e a piedi. Fermano tutti. Perquisizioni. Arresti. Brandendo manganelli, e pure alcune pistole fuori dalle fondine.
L’altra notte mi è arrivato un sms “stanno rastrellando tutti, un casino, scendi”. L’obiettivo finale di queste operazioni pare essere quello di spezzare definitivamente lo status di inviolabilità da parte delle forze dell’ordine del Politecnico di Atene, tacitamente pattuito fin dal 1974 con la caduta dei colonnelli. La centrale anarchica europea. A dicembre ci sarà la stretta finale. E sarà vera guerriglia urbana, un’altra volta, che da Exarchia si estenderà verso piazza Omonoia e Sindagma, i centri del potere ellenico.
Cercherò di essere in strada, con taccuino e macchina fotografica. Ma per riuscirci bisogna prima conquistarsi la fiducia dei più cattivi, quelli che organizzano la battaglia, militarizzando l’attività di migliaia di persone: costruire molotov, distribuire mazze e caschi. Quelli che quando nelle assemblee nel Politecnico si arriva al nocciolo della questione, quando bisogna decidere il da farsi, hanno una proposta sola: scontro. Altrimenti il rischio è quello di prendersi tante randellate bipartisan, dalla polizia e dagli anarchici.
Vedremo.
Al momento tutto il mio domani è un gran punto di domanda. Che in greco non è il classico “?”, bensì come il nostro punto e virgola, “;”. Un quesito che richiede una pausa un po’ più lunga di una semplice virgola. Ma senza neppure mettere un punto.
Il tempo di un bagno in mare a metà ottobre in una spiaggia deserta di Angistri, di un bicchiere di ouzo e tanti baci; Chissà.

 

*The Köln Concert – Keith Jarrett

Pubblicato il 13/10/2009 alle 9.51 nella rubrica Diario.

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