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25 novembre 2007

Neanche un minuto di non amore

Dice: “Voi trentenni singol di cultura superiore siete tutti uguali. Dopo il lavoro ritornate nella vostra casetta da singol, vi aprite una birra e mettete un disco jazz sul vostro stereo che amate quasi più del gatto che vi fuseggia attorno. Accendete una sigaretta e gironzolate per casa. Così”.

Mi riduce a questo stereotipo in pochi secondi, guardandomi con quei suoi occhioni verdi e sorseggiando vodka. Ci terrei a sottolinearle che quel poco di cultura superiore di cui potrei andare fiero me la sono fatta in strada. E che comunque “cultura superiore” è proprio brutto da ascoltare. Ma non dico niente. Sorrido. Penso di avere davanti una ragazza che sta giocando a fare la donna di mondo. E sarà per il suo seno prorompente o quella sequela di espressioni intriganti che si susseguono sul suo volto mentre mi parla, non protesto. Continuo a bere il mio ginglimet, e per una volta non mi riesce difficile tenere a bada la mia vena polemica. Non le dico che il sottoscritto trentenne singol, invece, è più probabile si ascolti Battisti nelle cuffie vagando in bici per gli angoli di Milano che ama. Magari anche sotto la pioggia.

Niente polemica, niente guerra. Meglio diluire nell’alcol le parole e gli sguardi. Forse starò invecchiando. Di certo mi meraviglio, non è da me. Come mi stupirò di me stesso da lì a qualche ora. Solitamente in questi, diciamo, frangenti, appena mi sveglio scivolo via dal letto quatto quatto. Raccolgo i miei stracci, mi vesto in silenzio e sgattaiolo via nell’alba metropolitana.
E invece stavolta appena riprendo coscienza la abbraccio forte. Le bacio le spalle morbide e profumate. Non me andrei proprio via da sotto quel piumone. Quando poi la dipartita non è più rimandabile, la riempo di baci. E la guardo. Ho bisogno di guardarla.

Salendo in macchina per andare al lavoro, ringrazio che piova e che nel bicchiere appoggiato la sera prima vicino alla leva del cambio ci sia ancora un dito di gintonic. Mi dirigo verso il lavoro con una sensazione strana: che per questo giro mi sa che quella che sgattaiolerà via dalle coperte per sparire nel nulla stavolta sarà lei. E a me rimarrà solamente il ricordo del suo odore buono. Un po’ per uno, certo. Però mette malinconia.

Come sempre al lavoro arrivo prima dei colleghi. Devo terminare di scrivere della guerra in Vietnam, e ho deciso che quel riferimento alla Cina lo cancellerò. Sì, certo, la Cina dava armi alle milizie di Ho Chi Minh, ma allo stesso tempo vendeva acciaio agli Stati Uniti per le loro strutture portuali nel sud del Vietnam. E allora penso che così non vale. Nelle battute a mia disposizione non c’è spazio per spiegare tutta questa assurdità. E allora meglio non ricordare nemmeno che la Cina aiutava i comunisti del nord. Zac. Via.

E come ogni giorno da un mese a questa parte, dopo una ventina di minuti che le mie dita viaggiano sulla tastiera del computer, mi volto verso le scale alla mia sinistra per guardare il suo arrivo. Ogni giorno le sale un po’ più lentamente. A metà fa una piccola pausa, e al penultimo scalino si ferma sempre per tirare il fiato. Con quei suoi occhioni blu e i capelli biondi ricci ricci che sembra un clown di un’altra epoca, mi sorride tenendo una mano sulla pancia, sempre più voluminosa, mentre nell’altra stringe il Corriere. “Buongiorno”. Sbuffa, sorride, e sbuffa. Un’amica, con una futura donna in grembo. Che splendida fatica tiene dipinta in faccia.
Poi passeremo la giornata gomito a gomito. Scrivendo. Incuranti dei partiti, delle fazioni e dei “personaggi” che ci girano attorno. Pronti a carpire qualsiasi parola ci ricordi una canzone per metterci a cantarla insieme. Prima o poi ci sbatteranno fuori.

Forse poi, arrivata sera, ritornerò nella mia casetta in Chinatown, saluterò calorosamente Gin, il mio micio, mi aprirò una birra e metterò sullo stereo un disco di Billie Holiday. E fumando penserò: impagabili, queste donne.

 

*Someday my prince will come – Miles Davis


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permalink | inviato da bombay il 25/11/2007 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (74) | Versione per la stampa


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