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18 luglio 2007

Tristo aedo metropolitano, madido di sudore

Milano è una città difficile da amare, questo è pacifico. Spesso mi sento un extraterrestre quando, dichiarando il mio amore viscerale per la mia città, i miei interlocutori rimangono semplicemente increduli. Milano è una città difficile da amare, e d’estate lo è ancora di più. Come ogni anno, in luglio qui si vive in una bolla d’afa che inevitabilmente rende ancor più irritanti atavici problemi come lo smog e il traffico.
Eppure, proprio l’estate sarebbe la stagione ideale per mostrare ad abitanti e visitatori le bellezze di questa città. Qualche giorno fa Patti Smith ha dichiarato di amare Milano per la sua splendida architettura che, come da sempre sostengo, non colpisce i sensi al primo sguardo, ma va scoperta con pazienza, lentamente. E proprio d’estate l’amministrazione comunale dovrebbe favorire questo incontro.
Con l’estate 2007, invece, credo che a Milano abbiamo toccato davvero il fondo. Scoraggiante la situazione: 12 piscine comunali su 16 chiuse da giugno ad autunno per lavori di restauro (lo so, sembra una barzelletta); un’ordinanza comunale che stabilisce di rimuovere i tavolini di bar e locali dai marciapiedi alle 23 (a quell’ora d'estate la gente si è appena seduta, in Spagna alle undici di sera stanno ancora decidendo cosa mangiare a cena); un luogo storico e meraviglioso come lo spazio antistante la Basilica di San Lorenzo con il suo colonnato risalente al terzo secolo dopo Cristo, quando Milano era capitale dell’Impero romano d’Occidente, difeso dai vandali semplicemente rendendolo inaccessibile a chiunque durante le ore serali (a ‘sto punto, visto come imbrattano qualsiasi spazio disponibile con manifesti, interdirei l’intera città a qualsiasi politico durante le campagne elettorali); i cinema all’aperto drasticamente diminuiti (bastava armarsi di Autan e la visione di un film sotto le stelle nel giardino della Rotonda della Besana era un toccasana per lo spirito); mostre all’aperto che vengono organizzate, allestite e poi cancellate perché troppo trasgressive (a quando un’ordinanza che multa i gay che si baciano in pubblico?); la darsena dei navigli, romantico porto di Milano, da tempo ridotta a un triste cantiere asciutto, regno di ratti e spazzatura.
Cosa è stato fatto per animare l’estate dei milanesi? La notte dei saldi, durante la quale i negozi hanno tenuto la serranda alzata fino alle due di notte. Ora, è vero che Milano, con Parigi e New York, è capitale mondiale della moda, però, fino a prova contraria, d’estate un tuffo in acqua piuttosto che una bibita seduti davanti all’Arco della Pace illuminato rilassano di più che una canottiera di Dolce & Gabbana acquistata in orario notturno.
La giunta comunale, presieduta dal sindaco Letizia Moratti, ama ripetere che sta alacremente lavorando per conquistarsi l’Expo del 2015, per il quale Milano è in lizza con Smirne. Si dice che la bella città turca, dolcemente e costantemente accarezzata dal vento proveniente dal mare, diede i natali a Omero. Oggi, qui a Milano, mentre la bella cameriera dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri m’invita ad alzarmi dal tavolino alle undici spaccate dopo che ho appena ordinato il mio primo gintonic, mi vien spontaneo cantar le gesta di una troia contemporanea e dei suoi bravi. Per colpa dei quali la città che amo visse una delle estati più brutte della sua storia.

 

*Now’s the time – Art Blakey (da “A night at Birdland”, doppio album inciso nel 1954 al Birdland di New York dalle 23 alle 3 di notte...si sentono pure i cubetti di ghiaccio tintinnare nei bicchieri...)




permalink | inviato da bombay il 18/7/2007 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (55) | Versione per la stampa


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