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4 maggio 2006

Tango italico

Nel grande salone di marmo, tra viaggiatori con valige a rimorchio, una donna straniera, probabilmente americana, alta e molto bella nonostante abbia di certo passato la quarantina, consulta il quadro delle partenze. Smarrita davanti cotanti numeri e sigle a lei sconosciute, decide di chiedere aiuto all’uomo in divisa a pochi passi da lei.
L’agente Polfer, con capelli brizzolati e gote rubiconde che tradiscono un atavico attaccamento al rosso locale, accoglie la questuante con un ampio sorriso cavalleresco, sicuro e rassicurante. Lui, uno che avrà almeno trent’anni di servizio alle spalle, estrae dalla tasca della giacca un piccolo libricino. Scorre le pagine velocemente fino a quella risolutrice, si gira e con galanteria d’altri tempi e inglese autarchico indica a madame il binario che la porterà via da questa vecchia città europea.
La turista ringrazia, “iuaruelcam” risponde affabile il gendarme e la donna s’incammina verso la retta via. Il tutore dell’ordine riprende il suo giro d’ispezione con quello che a prima vista potrebbe sembrare un passo di tango, una mezza piroetta dinoccolata. In realtà è un metodo brevettato in anni e anni d’esperienza per non volgere subito le spalle alla bella signora e controllare l’altra faccia della medaglia, con una velocissima quanto accurata occhiata al culo della donna che s’allontana. Quindi alza le sopracciglia e sospira – segni di un’ottima valutazione dell’esaminanda – portando a termine il volteggio.
Il prossimo bicchiere di rosso lo dedicherà certamente a quella seducente forestiera. Che se l’avesse incontrata quand’era un po’ più giovane…


*Love in Portofino – Fred Buscaglione




permalink | inviato da il 4/5/2006 alle 13:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


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