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17 ottobre 2003

SUN CHI CHE VURIA LAVURÀ... (andrà ben inscì...?)

Dunque, tre mesi fa circa me ne sono andato di casa. Non che non mi piacesse il piccolo villaggio dove abitavo. Oddio, per bere un sorsino d’acqua mi sparavo 8 chilometri a piedi ogni giorno...ma non si può mica avere tutto dalla vita. Insomma, ci stavo bene. È che ogni notte c’era questo piccolissimo inconveniente che venivano a farci visita gruppi di ragazzi provenienti da bisbocce notturne in città. E sapete, quando arrivano alticci si lasciano un po’ andare: stuprano le donne e allegramente massacrano gli uomini amputando gli arti a colpi di macete. Lo so, sono giovani, bisognerebbe lasciarli fare e chiudere un occhio. Sarà che sono un po’ schifiltoso, però insomma, dopo che mi sono svegliato e per casa c’erano 5 dita di sangue dei miei congiunti fatti a pezzi durante la notte, ho deciso di emigrare.
E ho scelto l’Italia.
Ah, un gran bel posto l’Italia. Mi sono ambientato subito. Poi, incredibile a dirsi, ma gli abitanti di lì non hanno una gran voglia di lavorare, soprattutto quando c’è da faticare fisicamente, sicché ci sono un sacco di occasioni di impiego. Io, per esempio, faccio il tornitore in una fabbrica del triveneto e mi trovo proprio bene.
Ora, non ho capito mica bene il motivo, ma mi tocca andare ogni sera dopo il lavoro a lezioni di “dialetto veneto”. Mi hanno detto che alla fine del corso sosterrò un esame e se lo supererò poi potrò votare quando ci sono le elezioni. Però non posso fare il sindaco.
A parte che da quello che ho capito sto’ dialetto ormai lo parlano in pochissimi e non lo insegnano più neanche ai bambini italiani nelle scuole... ma ho notato che molti italiani non sono molto forti a parlare nemmeno l’italiano. Ma queste sono solo mie considerazioni... io alla sera vado a scuola e mi impegno a imparare.
E già so dire qualcosina in veneto...
.... “Bossi, ma va’ in mona!!!”




permalink | inviato da il 17/10/2003 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


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