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22 aprile 2005

Giorgiana e Antonio

Il 12 maggio 1977, a Roma, la polizia carica una dimostrazione pacifica, organizzata dai radicali per ricordare la vittoria del referendum sul divorzio. Gli agenti sparano più volte sui manifestanti e uccidono Giorgiana Masi, diciannovenne, e feriscono altri sette giovani. Fra gli agenti di polizia che aprono il fuoco viene ritratto in una foto Giovanni Santone, in forza alla squadra mobile.
Due giorni dopo a Milano, il 14 maggio, viene convocata una manifestazione dall’area gravitante intorno a tutta l’autonomia milanese, con riferimento in particolare alla rivista Rosso. È un corteo armato, tante armi in pugno ai manifestanti da poter equipaggiare un piccolo esercito.
Quando la manifestazione da via Carducci raggiunge via De Amicis, un piccolo gruppo si stacca dal corteo e si mette in testa. Walter Grecchi, Maurizio Azzolini, Massimo Sandrini, Marco Barbone, Giuseppe Memeo, Mario Ferrandi. Appartengono al Collettivo di quartiere Porta Romana. Estraggono le pistole dai giubbotti e aprono il fuoco sul cordone di poliziotti schierato a una quarantina di metri davanti a loro.
Rimane ucciso il brigadiere di pubblica sicurezza Antonio Custra. Gli agenti Salvatore Bisestri e Michele Santoro restano feriti, il passante Marzio Golinelli perderà un occhio.
Sul posto c’è anche il fotografo Dino Fracchia che immortala la figura di un dimostrante in passamontagna con le gambe divaricate e le braccia tese a impugnare con ambo le mani una P38 puntata verso la polizia. È Giuseppe Memeo.
La foto diventerà una delle icone di un’epoca.



*Canzone del maggio - Fabrizio De André



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