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24 maggio 2004

Magia

Nella minuscola stazione di questo borgo di campagna attendo il treno che mi porterà nella capitale. Con me sulla panchina i due miei amici genitori del piccolo pupo che adoro, il mio ‘nipotino’ di un anno e mezzo. La mattina ci siamo svegliati insieme, abbiamo fatto colazione insieme, inzuppando i biscotti nel latte contemporaneamente, guardandoci negli occhi e sorridendoci dopo ogni boccone.
Gli piace stare con me, tanto, e ora è triste perché me ne sto andando. Arriva il treno. Mi fa una carezza sulla barba incolta e mi dà un bacio sulla guancia. In braccio a sua madre mi guarda allontanarmi e mi fa ciaociao con la sua manina paffuta.
Il giorno seguente riprendo un treno che dalla capitale mi riporta verso nord. Ad attendermi in una stazione diversa da quella del giorno prima, ma sempre dal sapore antico e rustico, ancora loro sotto un magnifico acquazzone. Da lì proseguiremo insieme in macchina alla volta di Milano.
Entro dietro e mi siedo al fianco del pupo che, tutto allacciato nel suo trono di sicurezza, sta dormendo proprio come un angioletto. Partiamo.
Dopo circa mezzora socchiude gli occhi e mi vede lì accanto a sé. Tutto assonnato mi guarda meglio. Stupito e meravigliato apre la bocca lasciando scivolare via il ciuccio, e corrugando un po’ la fronte fa un’espressione che significa: “Come cazzo è possibile?!?”
Gli accarezzo il testino, raccolgo il ciuccio, glielo rinfilo tra le labbra. “Magia”, gli sussurro. I suoi occhi tornano a chiudersi molto lentamente, mentre mi guarda capendo che è vero, non è un sogno, sono proprio lì. Comparso chissà come. Si addormenta.
Oggi, per la prima volta in vita mia e per davvero, sono stato un mago-felice.




permalink | inviato da il 24/5/2004 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


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