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16 settembre 2008

che bello

Ce l’ho su vinile Storia disonesta. Iniziai ad ascoltarla in quarta ginnasio, una decina d’anni dopo che era uscita. Mi piaceva. Quel ritornello, “che bello, due amici, una chitarra e uno spinello”, era un po’ una filosofia di vita. Banale, certo, quanto vera. Che nonostante tutto resisteva dagli anni settanta anche negli ottanta. Dipendeva un po’ da te.
A risentirla oggi vedo un gruppo di ragazzi che cantano in spiaggia davanti un fuoco. Sento l’odore del marmo bagnato sugli scalini del sagrato del Duomo, poco prima dell’alba.
Vivo la rabbia di un modo di vivere che non c’è più. Cosa potrebbero cantare oggi? Che bello, 500 friends in list, la playlist dell’ipod in condivisione e una bella dose di mdma… E non si parla più di Giorgiana. Che chissà perché, continuo ad avere dentro come fosse stata mia sorella.
Stefano Rosso è morto. E io non mi sento per niente bene.


*Bologna ’77 – Stefano Rosso




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12 settembre 2008

Fulmini e saette su Milano

Il diavolo va in carrozza. Me lo diceva mio padre quand’ero piccolo ogni volta che c’era un temporale.
E chissà come ho iniziato ad adorare visceralmente i temporali. Il massimo è fare il bagno in mare mentre dal cielo si scatena il finimondo.
E mio padre è finito a sbracciarsi sulla battigia sotto la pioggia, sbraitando di tornare a riva.


*Scende la pioggia – Gianni Morandi




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8 settembre 2008

onirici aggiornamenti autoreferenziali

Ho passato tutta l’estate qui, tra redazione e Chinatown. A Milano.
Darei un braccino di mia sorella per una bella nuotata al mare. Però sono contento. Sto dimostrando agli altri e soprattutto a me stesso che sono un professionista. Un giornalista. Bravo. Con ancora un monte di cosa da imparare, per carità, però bravo. E poi ho un direttore donna. E a me le donne piacciono proprio.
Nel frattempo, mi hanno rubato il pc e lo zaino, spaccandomi il vetro della bombaycar. Un altro vetro me l’avevano rotto a luglio. Ma quello dev’essere stato un incidente. Stamane mi ha chiamato il commissariato dove avevo fatto denuncia. Mi hanno detto di aver ritrovato lo zaino. Al che gli ho chiesto subito se avevano ritrovato anche il computer. Dall’altro capo del filo l’appuntato è scoppiato a ridere.
Inutile, rimango un sognatore.
E prima o poi quel gintonic a Mogadiscio me lo faccio. Sì. Intanto c’è da godersi il settembre milanese. Che non è niente male.


*September morn – Neil Diamond




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4 settembre 2008

La prima volta che mi sono sentito europeo

Non mi era capitato manco con l’introduzione dell’euro nel 2002. Giocherellare con la faccia del buon Amadeus sapendo che mi ci potevo comprare il Corriere anche all’edicola sotto casa oltre che a Vienna non mi faceva sentire europeo.
Sarò alquanto grezzotto e decisamente banale, ma dopo quindici giorni di asettico perfezionismo olimpico (con relativa censura su tutto il resto) quando nello stadio di Pechino dal tetto di quel doubledecker è spuntato Jimmy Page che tirava fuori Whola Lotta Love dalla sua chitarra… ecco, per la prima volta mi sono sentito europeo. Mi è venuta una pelle d’oca europea.
E si fottano i cinesi.


*Communication breakdown – Led Zeppelin




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