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  bombay [ autoritratto fumé, diario alcolico, messaggi in bottiglia ]
         

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30 luglio 2007

ciao Ingmar

grazie. E buona partita



*Quartetto in sol maggiore op.161 – Franz Schubert




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26 luglio 2007

Fuoco sulla casta

Fassino indignato. Berlusconi che, chiaramente, voterà no alle richieste del gip di Milano. Il servizio di Lanfranco Pace per Ottoemezzo che afferma che in questo momento la classe politica dovrebbe difendersi, e che è così demagogico “tifare” per la Forleo...
Nonostante i crampi allo stomaco per lo schifo, io, banalissimamente demagogo come al solito, con un fil di voce riesco ancora a dire... forza Clementina!

*My funny Clementine...




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25 luglio 2007

sinteticamente amici dal liceo, per telefono

- ciao J (non è un sigla per tenere l’anonimato in internet, io lo chiamo J, cazzo vuoi?!)
- ciao Bombay (questo invece è per tenere l’anonimato in internet, cazzo vuoi?!)
- che fai stasera?
- niente, vieni da me.
- vieni tu da me.
- io sono senza macchina.
- anch’io.
- come mai?
- non c’ho i soldi per l’assicurazione. Tu?
- non parte più e non c’ho i soldi per il meccanico.
- ottimo. Fumo?
- celo.
- allora t’aspetto.
- cos’è, il 3 che passa di lì?
- mi pare.
- a dopo.

Per la serie: non siamo amici da ventanni per interesse. Questo è poco ma sicuro.

 

*Funky for you - Deadbeats




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24 luglio 2007

preghiera



*I believe in music - Kenny Rogers




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18 luglio 2007

Tristo aedo metropolitano, madido di sudore

Milano è una città difficile da amare, questo è pacifico. Spesso mi sento un extraterrestre quando, dichiarando il mio amore viscerale per la mia città, i miei interlocutori rimangono semplicemente increduli. Milano è una città difficile da amare, e d’estate lo è ancora di più. Come ogni anno, in luglio qui si vive in una bolla d’afa che inevitabilmente rende ancor più irritanti atavici problemi come lo smog e il traffico.
Eppure, proprio l’estate sarebbe la stagione ideale per mostrare ad abitanti e visitatori le bellezze di questa città. Qualche giorno fa Patti Smith ha dichiarato di amare Milano per la sua splendida architettura che, come da sempre sostengo, non colpisce i sensi al primo sguardo, ma va scoperta con pazienza, lentamente. E proprio d’estate l’amministrazione comunale dovrebbe favorire questo incontro.
Con l’estate 2007, invece, credo che a Milano abbiamo toccato davvero il fondo. Scoraggiante la situazione: 12 piscine comunali su 16 chiuse da giugno ad autunno per lavori di restauro (lo so, sembra una barzelletta); un’ordinanza comunale che stabilisce di rimuovere i tavolini di bar e locali dai marciapiedi alle 23 (a quell’ora d'estate la gente si è appena seduta, in Spagna alle undici di sera stanno ancora decidendo cosa mangiare a cena); un luogo storico e meraviglioso come lo spazio antistante la Basilica di San Lorenzo con il suo colonnato risalente al terzo secolo dopo Cristo, quando Milano era capitale dell’Impero romano d’Occidente, difeso dai vandali semplicemente rendendolo inaccessibile a chiunque durante le ore serali (a ‘sto punto, visto come imbrattano qualsiasi spazio disponibile con manifesti, interdirei l’intera città a qualsiasi politico durante le campagne elettorali); i cinema all’aperto drasticamente diminuiti (bastava armarsi di Autan e la visione di un film sotto le stelle nel giardino della Rotonda della Besana era un toccasana per lo spirito); mostre all’aperto che vengono organizzate, allestite e poi cancellate perché troppo trasgressive (a quando un’ordinanza che multa i gay che si baciano in pubblico?); la darsena dei navigli, romantico porto di Milano, da tempo ridotta a un triste cantiere asciutto, regno di ratti e spazzatura.
Cosa è stato fatto per animare l’estate dei milanesi? La notte dei saldi, durante la quale i negozi hanno tenuto la serranda alzata fino alle due di notte. Ora, è vero che Milano, con Parigi e New York, è capitale mondiale della moda, però, fino a prova contraria, d’estate un tuffo in acqua piuttosto che una bibita seduti davanti all’Arco della Pace illuminato rilassano di più che una canottiera di Dolce & Gabbana acquistata in orario notturno.
La giunta comunale, presieduta dal sindaco Letizia Moratti, ama ripetere che sta alacremente lavorando per conquistarsi l’Expo del 2015, per il quale Milano è in lizza con Smirne. Si dice che la bella città turca, dolcemente e costantemente accarezzata dal vento proveniente dal mare, diede i natali a Omero. Oggi, qui a Milano, mentre la bella cameriera dai lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri m’invita ad alzarmi dal tavolino alle undici spaccate dopo che ho appena ordinato il mio primo gintonic, mi vien spontaneo cantar le gesta di una troia contemporanea e dei suoi bravi. Per colpa dei quali la città che amo visse una delle estati più brutte della sua storia.

 

*Now’s the time – Art Blakey (da “A night at Birdland”, doppio album inciso nel 1954 al Birdland di New York dalle 23 alle 3 di notte...si sentono pure i cubetti di ghiaccio tintinnare nei bicchieri...)




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16 luglio 2007

Perugia, 14 luglio 2007. Io c’ero.

A 77 anni si conferma ancora il colosso del sax (ANSA) - ROMA, 15 LUG - Umbria jazz ha ospitato ieri con successo Sonny Rollins, il 'saxophone colossus' della musica afro-americana. A Perugia, in un'arena esaurita, Rollins non si e' negato. A 77 anni non puo' piu' lanciarsi in quei 'soli' spericolati, torrenziali, della gioventu', ma riesce ancora a affascinare con il suono materico e carnale del sax. Ora suona meno e lascia spazio agli altri, ma quando attacca i suoi amati tempi di calypso, oppure le ballads, e' ancora lui il re.



In a sentimental mood...




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13 luglio 2007

diritto romano

Il diritto romano è quanto il mondo antico ha trasmesso a noi nel campo del diritto, così come, ad esempio, la filosofia greca è quanto ci ha trasmesso nel campo del pensiero.
Nel diritto romano eviteremo di assumere come fasi di sviluppo periodi corrispondenti a quelli in cui si suol dividere la storia politica, e che del resto poco dicono anche là, bensì assumeremo come momenti di separazione le due grandi crisi attraversate dal popolo romano nel corso della sua storia e che ne investirono tutta quanta la civiltà: una la crisi conseguente alle guerre puniche, in cui Roma da piccolo comune italico si tasformò in una grande potenza mondiale; l’altra la crisi del III-IV secolo d.C. in cui il centro di gravità dell’Impero si trasportò dall’Italia all’Oriente, cioè in ambiente completamente diverso, e il Cristianesimo si pose come religione di Stato.
Scherillo – Dell’Oro

 
Aggiornamento 2007
Le crisi assunte come fasi dell’evoluzione del diritto diventano tre. Alle due precedenti si aggiunge quella in cui, col governo Prodi, viene nominato Guardasigilli quello schifoso mafioso di Clemente Mastella, noto brigante del mezzogiorno italico asceso al potere grazie a una fitta rete di rapporti clientelari. Evento che ha anche determinato il primo esaurimento nervoso per un’anima dell’aldilà, quella di Giustiniano. A distanza di oltre un anno risultano ancora inefficaci le terapie di Ippocrate, al capezzale del poveretto che, incredibilmente, pare abbia anche tentato il suicidio tramite metempsicosi.

 

*Burnin’ and lootin’ – Bob Marley




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12 luglio 2007

l'ultimo bacio

Mi sono odiato alla nausea per essermi allontanato, dopo giorni e giorni che mi staccavo dalla tua stanza solamente per dormire. Ora a distanza di un anno penso che forse è stato meglio così. Fin dal mattino l’avevo capito e avevo avvertito tutti per telefono: “venite”. Poi quell’appuntamento inderogabile all’ora di pranzo. Quando ti sono venuto vicino e ti ho detto “vado e torno”, hai avuto uno scatto di quella lucidità che ti aveva abbandonato nelle ore precedenti. Mi hai risposto “va bene”. Ti ho baciato, hai accennato un sorriso e mi hai baciato come hai sempre fatto in vita tua, sfiorandomi appena la guancia con le labbra. Poi sono tornato e la stanza era vuota. L’ultimo bacio l’hai dato a me.

 

*Amore caro amore bello – Bruno Lauzi




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10 luglio 2007

fantasie part time

Man mano che passano le ore sul set, il fotografo diventa un vero e proprio dittatore, senza più alcuna remora e peli sulla lingua. Le richieste di posa alla modella diventano frasi tipo: “dai, famme la stronza, su!”. Mentre, se gli scatti non funzionano, la richiesta all’assistente, che sarei poi io, di trovare un migliore settaggio della macchina viene così articolata: “cristodiunamadonna, fai qualcosa, vedi di trovare subito una cazzo di soluzione!”.
Insomma, non è mestiere per gente permalosa. E neppure per deboli di cuore, che andare ogni due per tre a sistemare i vestiti indosso alla signorina in questione senza lasciare una lunga scia di bava è realmente impresa ardua.
“Non guardare in macchina! Famme la troia, e guarda Bombay”. Non mi ci sono mica abituato a quegli sguardi lì. So bene che sono totalmente finti, ma a ogni clic mi viene ancora da chiamare con uno schiocco di dita il cameriere che non c’è e ordinare lesto una bottiglia di Crystal senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi; pensando “è pazza di me”.

*Dio mio no - Lucio Battisti




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8 luglio 2007

parentesi frivola

Tra i circa 6.000 palestinesi su suolo egiziano in attesa da giorni di poter rientrare nella Striscia di Gaza dal valico di Rafah, sigillato dagli israeliani, s’iniziano a contare i morti di caldo e inedia; 28 si dice. Un’emergenza umanitaria pressoché ignorata.
L’importante oggi – come sostiene il nostro presidente Prodi in visita a Gerusalemme – è che il premier Olmert abbia dichiarato l’intenzione di liberare ben 250 palestinesi di Fatah prigionieri nelle carceri d’Israele.
Poco importa se durante la seconda intifada a Betlemme come a Hebron, a Jenin come a Nablus, a Ramallah come a Gaza, gli uomini di Fatah combatterono contro Israele fianco a fianco con gli uomini di Hamas. Così come poco importa che Hamas abbia vinto democraticamente le elezioni politiche palestinesi.
Abu Mazen, palestinese a stelleestrisce con stella di David tatuata sulla lingua, è il salvatore da salvare. Il resto è solo terrorismo.

 

*Mack the knife – Kenny Dorham




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6 luglio 2007

Amore. Totale, incondizionato

Piazza San Sepolcro, via Valpetrosa, via Santa Marta, via Santa Croce, piazza Sant’Alessandro, via Cappuccio, via Pagano, via Leopardi, via Ciovasso e via Ciovassino, via Cornaggia, il ponte dell’Isola, via Orti, piazza Fontana, piazza Belgioioso, via Bigli, piazza Tommaseo, la Besana, San’Eustorgio, via Bagnera, via Festa del Perdono, passaggio delle Scuole Palatine, piazza del Carmine... Il 66 di Alzaia Naviglio Grande, il Monte Rosa in fondo a via Buonarroti, lo squarcio in piazza Sant’Ambrogio che fa male.
Io con Milano ci limono come con nessuna donna mai.

 

*Sinfonia n° 25 K 183 – W.A.Mozart




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3 luglio 2007

risvegli

“Sono tutte consumate le candele della notte, e il giocondo mattino, sulla punta dei piedi si affaccia alle cime dei monti dietro un velo leggero di brume. Ora, o andar via e vivere, o restar qui e morire”.
William Shakespeare

Dovevo fare questo lavoro da molto tempo, però, come mio solito, continuavo a rimandare. Sto preparando quello che in gergo si chiama book, una specie di curriculum fotografico. Sono sommerso da migliaia di negativi, provini, stampe, da catalogare e archiviare, per poi procedere a una selezione di pochi scatti.
Un lavoro che per come son fatto si fa di ora in ora più malinconico e pesante: una sorta di viaggio iconografico all’indietro negli anni. E tu sei ovunque, salti fuori con una frequenza impressionante. Accostando tutte le foto che ho di te ne scaturirebbe una sequenza quantomai eloquente sugli effetti dello scorrere del tempo. Dagli scatti in cui sei poco più che adolescente a quelli in cui tieni in braccio i tuoi nipoti. In mezzo non si contano le foto che immortalano un nostro bacio.
Continuo nel mio lavoro di confronto e cernita, seduto sul pavimento di casa, inveendo contro i miei sbagli irreparabili. Mi tengo accanto una stampa in bianco e nero che mi è capitata tra le mani da qualche ora, e che continuo a guardare intervallando il mio impegno. Sei a letto sdraiata su un fianco, le mani chiuse a pugno accanto al volto come una bambina, i capelli biondi che poggiano sulle spalle nude, un lenzuolo bianco che ti copre dalla vita in giù. Hai appena aperto gli occhi dopo una delle tue interminabili dormite. E mi sorridi. Ne farei una gigantografia grande come una parete intera di quella foto. Ma non sarebbe cosa opportuna né sana. Più ragionevole riporla in un cassetto e archiviarla alla voce sogni.

 

*Kissing you – Des’ree




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