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22 marzo 2007

L’uno ricorda, il quattordici no

Dal 18 al 23 marzo, Milano celebra le sue cinque giornate, durante le quali nel 1848 il popolo meneghino liberò la città dall’occupazione austriaca. A scuola la maestra ci raccontava delle geste eroica dei milanesi durante questo glorioso episodio del Risorgimento, pronti a sacrificare le proprie vite sulle barricate nelle strade per scacciare lo straniero. Da sempre, ogni anno, per tutti i cinque giorni i tram circolano per la città con due piccole bandiere triangolari montate sul tetto, subito sopra allo spazio riservato al conducente: una con croce rossa in campo bianco, vessillo del comune, e una con il tricolore nazionale.
Anche oggi funziona così, però solo per i vecchi tram gialli. I nuovi tram verdi, mastodontici biscioni, tanto goffi per le strette vie milanesi quanto antiestetici rispetto al resto del paesaggio urbano, non hanno supporti atti a ospitare le piccole bandiere sul loro telaio. Chi li ha progettati, tanto attento all’aerodinamica, manco dovessero sfrecciare a 200 all’ora, non ci ha minimamente pensato. Evidentemente non era un ingegnere milanese. Oppure era semplicemente un imbecille indifferente alla storia della città.
Però, in questi giorni di memoria, fa impressione constatare come il futuro, che già modifica le nostre vite, sia così miseramente tinto di oblio.

“Non sempre ciò che vien dopo è progresso” A.Manzoni


*La bella Gigogin – Nanni Svampa




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21 marzo 2007

inchiodare

A me che al portavoce unico del governo piaccia buttarlo nel culo ai trans non frega un emerito cazzo. Anzi, preferisco un libertino dai gusti eclettici piuttosto che un bigotto puritano. Però tutta l’energia sprecata per occultare queste foto – per me assolutamente da pubblicare – mi fa davvero girare i coglioni. Così come letteralmente mi nausea ascoltare Gad Lerner commentare in questo modo la faccenda sulle frequenze di Radio Montecarlo: “Io abito a Milano in una traversa di viale Abruzzi, dove ogni sera i marciapiedi si riempiono di prostitute e trans. Quella foto avrebbero potuto scattarla anche a me, mentre, tornando a casa, dall’abitacolo della mia macchina semplicemente osservo un personaggio un po’ colorato sul bordo della strada”.
Un’altra menzogna, l’ennesimo tentativo tragicomico di edulcorare la realtà oggettiva che si va ad aggiungere alla lunga scia di menzogne e schifezze varie dei giorni scorsi.
Ciò che davvero mi allibisce è la naturalezza, la presunzione di verità assoluta – tipica di queste saccenti menti della sinistra riformista (scappa da ridere...) - con cui Lerner afferma una puttanata così colossale. Il tentativo spudorato, spu-do-ra-to, di comunicare: “ma siete completamente pazzi?!? Ma guardate, guardate quella foto: non c’è nulla di strano. È semplicemente un padre di famiglia che torna a casa. Ma di cosa stiamo parlando?”.
Caro Lerner, forse la kippah ti è scivolata sugli occhi e non distingui più che cazzo stai guardando. Oppure, aspetta...sì, in effetti, ora che osservo meglio...già: il Sircana è bloccato in coda e in attesa che il traffico scorra si guarda attorno. Però, allora, un consiglio spassionato: per procedere nelle intasate e malfrequentate strade metropolitane, sarebbe meglio non tenere il piede così pigiato sul pedale del freno. Altrimenti non si va più da nessuna parte.



*Idioteque - Radiohead




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20 marzo 2007

mutilato

Altro che veline, letterine, trans di Sircana, miss varie, asessuate bisness uoman, pseudo intellettuali inutilmente vamp e troiette protesi di cellulari.
La mia metà è Charlotte Rampling stesa a pancia in giù sul pavimento del soggiorno che sfoglia un quotidiano. Volta pagina, alza gli occhi verso di me, torna a guardare il giornale. Solleva quello sguardo inquieto di nuovo, sposta una ciocca di capelli da davanti gli occhi, mi lancia un’occhiata maliziosa.
Purtroppo, però, quello era solamente un film, oggi Charlotte è una splendida anziana signora, i cellulari vibrano nelle tasche di tutti, le donne sono quantomai avide di potere, e i quotidiani non li legge più nessuno. Quindi aveva ragione Bellow quando scriveva: “L'eros è un risarcimento concesso da Zeus, forse per ragioni politiche sue. E la ricerca della tua metà perduta è senza speranza. L'incontro sessuale produce una sorta di momentanea amnesia, ma la dolorosa consapevolezza della mutilazione è permanente”.



*Moonlight serenade – Glenn Miller




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19 marzo 2007

arterio a dondolo

“Mi passi le mutande per favore?”
“Quali?” (già il fatto che ci siano più mutande sparse per camera non va molto a mio favore...)
“Quelle con i segni zodiacali sopra”
“Qui ce n’è una con dei cavallini a dondolo sopra”
“Cavallini a dondolo? No no, ti sbagli, ce le ho da una vita, sono segni zodiacali”
“Sono cavalli. Cavalli a dondolo”

Non sono tipo particolarmente attento nel selezionare il mio guardaroba. Nonostante questo mi affeziono tantissimo ad alcuni capi d’abbigliamento e cose del genere. Ho magliette e mutande risalenti a diciotto anni fa. Sono in uno stato di conservazione pessimo, ma non mi balena assolutamente per l’anticamera del cervello di gettarli nella spazzatura. Sono come dei cimeli, delle porte spaziotemporali sacre per un nostalgico cronico come il sottoscritto. L’estate scorsa ho smarrito un telo da mare con tasca portasigarette vecchio di quindici anni, in alcuni punti era talmente liso da risultare trasparente. Ero inconsolabile.
Comunque, detto questo, rimane grave il fatto che per tutti questi anni ero certo di indossare delle mutande decorate con i segni dello zodiaco. Invece giravo con dei cavalli a dondolo addosso. Niente contro i cavalli a dondolo, per carità. Però, in certi momenti, gli scoppi di risa possono essere pericolosamente fraintesi, ecco.



*Ev’ry time we say goodbye – John Coltrane




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15 marzo 2007

Siamo in democrazia? Allora io voto lo scambio

Vorrei più penne e meno armi. Vorrei che il paese in cui vivo e sono nato portasse avanti questa politica. Ma pare un sogno...
Allora, visto che evidentemente sono così minorato, "povero bombay...", che sono così coglione da non arrivare a capire l'urgente utilità di essere in armi dall'altra parte del pianeta, allora sia. Continuiamo a fare la guerra, se ciò è giusto (giusto!). Però, almeno, proponiamo uno scambio: gli diamo D'Alema e ci prendiamo indietro Mastrogiacomo.


*Sympathy for the devil - Rolling Stones




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13 marzo 2007

inviti

Dobbiamo attendere ancora molto prima di recarci a spaccare le reni a questi politicanti del cazzo?
Fisicamente intendo. A sprangate.



*Io se fossi Dio – Giorgio Gaber




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12 marzo 2007

impedimenta

“Sembrate due ragazzini delle scuole medie. Ma piantatela di stuzzicarvi in ‘sta maniera da anni, mettetevi insieme, trombate, fate figli e non rompete più i coglioni al prossimo”.

n’est pas possible, amico mio.



*Prendila così – Lucio Battisti




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4 marzo 2007

rossore

Fatale consenso.



*When your lover has gone - Carmen McRae




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3 marzo 2007

Virago

Visto che la conquista di una totale quanto necessaria guarigione mi costringe in casa, ne approfitto per una visione di tutti quei film che hanno lasciato il segno nella scorsa stagione cinematografica e che mi ero perso.
Il diavolo veste Prada mi è piaciuto (attenzione, non travisiamo sul significato: anche un kinder cereali mi piace, mentre la mousse di mio cugino è un’iperbole del piacere...). Il finale con redenzione della protagonista è però davvero poco credibile o, almeno, poco realistico. Destino ha voluto che ne abbia conosciuto più d’una di donne così, come dire, prese anima e corpo dal proprio lavoro, dalla carriera. Generalmente non si redimono, anzi. Al massimo si lamentano con dei “non ho scelta”. Talvolta fingono di soffrirne. Ma alla fine per queste fanciulle è il successo sul lavoro a rappresentare il loro vero e puro piacere nella vita. Niente di male, per carità. Si tratta, al contrario di quanto dicono, proprio di una scelta. Anche se buffamente tendono a difendersi con una sorta di anacronistico femminismo sintetizzabile nella loro più comune arringa: “se fossi un uomo non ci sarebbe niente di strano nel mio stile di vita”. Sembra non capiscano proprio che non si tratta della quantità di tempo (corpo) che dedicano al lavoro, bensì di quanta personalità (anima) diano in cambio.
Come dice un protagonista del film “quando la loro vita privata va a rotoli vuol dire che sono vicine a una promozione”. La realtà, in linea di massima, è proprio questa. E ho capito che non fanno proprio per me.


*Original spies - Karate




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1 marzo 2007

E.R. dei navigli coperti

- Lei fuma troppo
- E lei ha degli occhi bellissimi
- Mi ascolti, non deve prendere la cosa sottogamba, si deve riguardare
- Però posso bere, vero?
- Sì, certo, in dosi normali ovviamente
- Allora posso invitarla a prendere un aperitivo?
- La smetta di scherzare, sto lavorando per lei
- Non scherzo mica. Prima o poi anche lei avrà un po’ di riposo, giusto?
- Lei deve stare chiuso in casa per un po’, lo vuole capire?
- Guardi, se non accetta l’invito mi accendo una sigaretta appena esco di qui!
- Faccia come vuole, i polmoni sono i suoi
- ...sgrunt...

Stronza, fosse stata un’infermiera ci sarebbe stata sicuramente. Invece no, è una dottoressa lei, è una donna in carriera lei, tutta d’un pezzo lei... tzè. Lesbica salutista del cazzo. Dove merda ho messo l’accendino? A sì, lì vicino al Chianti, ecco.


*Waste my time – Blu Cantrell




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