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31 gennaio 2007

vecchio puttaniere...



*Zoccola - Ska-J




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24 gennaio 2007

Postumi di cronaca noir

Sarà una coincidenza, ma dopo la strage di Erba mi capita molto spesso di sognare di ammazzare qualcuno. Che, voglio dire, non è una gran bella cosa. Però se proprio devo trascorrere nottate da killer allora vorrei almeno goderne. Macché, va sempre storto. O dopo il delitto vengo scoperto praticamente subito e mi tocca scappare trafelato e braccato in periferie urbane fatiscenti piuttosto che in mezzo alla giungla tropicale, oppure invece di provare un sano sentimento di soddisfazione e animalesca sazietà dopo aver fatto fuori lo sfortunato di turno, mi ritrovo a contorcermi e disperarmi dal rimorso per l’orrendo misfatto compiuto.
Se la prossima notte devo proprio sgozzare qualcuno o spappolargli il cranio sparandogli alle spalle, ecco, vorrei che il seguito fosse un po’ più roseo, che ne so, qualcosa di epico. Tipo che dalla terrazza dell’Arengario mostro alla folla acclamante la testa decapitata della vittima, trascino il cadavere legato alla mia bici attorno al Castello Sforzesco oppure occulto il corpo facendolo a pezzi in un bagno di sangue con il sapiente aiuto di qualche cuoco cinese della zona. Insomma, qualcosa che al risveglio mi metta fame, ecco.


*Chittlins con carne – Kenny Burrell




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24 gennaio 2007

nota per nota

Per sentire una musica, entrare anima e corpo dentro una linea melodica, farsi sollevare e trascinare via non basta semplicemente prestare orecchio alla musica. Ci vuole un costante allenamento all’ascolto. Con calma, giorno dopo giorno, audizione dopo audizione, senza accorgersene, si scoprirà la potenza catartica di quest’arte fatta di aria vibrante. E il trascendentale diventa, come per magia, a portata di mano.

“L’improvvisazione non è uno scherzo. È un serio lavoro di composizione istantanea. Quando conosco alla perfezione il pezzo che sto suonando cerco di abbandonare la scena come pensatore attivo, e lascio che l’altro lato, quello spirituale, o il subconscio, prenda il sopravvento. Come se io stessi là a fare in modo che la musica suoni da sola”.
Sonny Rollins


*Old devil moon – Sonny Rollins




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22 gennaio 2007

Leggendo

Per me, che impazzisco per i pupi, che perdo il mio tempo pentendomi di aver perso tempo, che m’incazzo con parecchio di quello che vedo attorno, questo libro è semplicemente delizioso. Sì.



*Deep waters - Incognito




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17 gennaio 2007

Il governo Prodi concede agl'Usa l'ampliamento della base di Vicenza

Sorvoliamo.



*When my dream boat comes home - Jimmy Smith




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16 gennaio 2007

Raggiro miseramente fallito

Nel tentativo di adulare e confondere il direttore di banca durante la sua periodica telefonata-cazziatone causa tragico rosso in cui versa il mio conto, mi sono scavato la fossa da solo. Da perfetto pirla.

- Bombay? Buongiorno, sono il direttore della sua filiale di credito
- U, buongiorno direttore, come sta? Buon anno!
- Bene, e lei? Auguri anche a lei. Senta...
- Guardi, devo proprio farle i complimenti per la nuova macchinetta per i versamenti che avete installato dentro all’agenzia!
- Grazie. Senta, volevo parlarle della sua situazione...
- È veramente funzionale! Consente di evitare la fila agli sportelli e di versare denaro senza dover compilare la distinta.
- Sì, è vero, però...
- E non solo il contante! Uno può anche versare assegni, e la macchinetta ti consegna pure una fotocopia. Finalmente la tecnologia al servizio degli utenti!
- Bombay!
- Em, sì?
- Le piace così tanto quella macchinetta per i versamenti? Bene, allora la usi! Afferrato il messaggio?
- Afferrato.
- Buona giornata.
- Buona giornata direttore.

...cazz...



*Somebody else is taking my place – Mose Allison




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15 gennaio 2007

Ampliamento della base aerea Usa a Vicenza?

Meglio di no. Troppa grappa e troppe funivie nei paraggi.



*Drama – Erykah Badu




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12 gennaio 2007

Che cazzo di mondo

L’incredibile nefandezza del massacro di Erba. La sentenza della cassazione che sancisce, come per Piazza Fontana, l’assenza di colpevoli per la strage di Ustica. Bush che manda altre migliaia di ragazzi a morire nel pantano iracheno e ancora non si capisce esattamente cosa stia combinando in Somalia in queste ore. Pranzare a gennaio in camicia seduto su di una panchina del parco al sole, con un clima da primavera inoltrata.
Pare una sbronza triste senza aver bevuto nemmeno un goccio.



*The party’s over – Wynton Marsalis




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10 gennaio 2007

Autopsia di un dolore

Prima eravamo in due a farli ridere. Ora quando sono con i nostri genitori mi trovo da solo ad assolvere questo compito. E, ti assicuro, è diventato davvero molto difficile. Sì, sorridono, a volte ridono anche. Ma non come prima. Niente è più come prima in questa famiglia modernamente allargata. Davanti a loro mi mostro forte, mi si allargano le spalle, trovo energie che manco sapevo di avere. Poi però quando rimango da solo è dura: un baratro buio di cui non si vede il fondo, rabbia. Tanta rabbia che nessun quantitativo di gin riesce a diminuire.
Molto simili tu e io. Della famiglia eravamo gli “adorabili stronzi”. Estroversi, goliardici, entrambi con un inguaribile debole per le donne. Quante volte ci siamo detti “le donne saranno la nostra rovina”... già. Appunto.
Il giorno di Natale è stata l’ultima volta che ti ho visto. Abbiamo bevuto scherzando e raccontandoci come al solito. Mi dicevi di aver finalmente trovato il disegno che volevi tatuarti. Me lo hai mostrato in una foto sul tuo telefonino. C’eravamo ripromessi che dopo le vacanze saremmo andati insieme dal mio tatuatore di fiducia, uno dei più bravi di tutta Italia, che magari anch’io me ne sarei fatto un altro.
Ecco, ora quel tatuaggio me lo farò io. Non sulla schiena, però, dovevi volevi tu. Me lo farò fare sul braccio, dove potrò guardarlo e toccarlo in ogni momento per tutta la vita. Così, quando qualcuno lo vedrà e, come sempre succede, mi chiederà il perché di quell’ennesimo disegno sulla pelle gli parlerò di te. Di un ragazzo simpaticissimo, dal sorriso contagioso, tombeur de femme, cuoco eccelso, andatosene via troppo presto. Troppo presto.



*Tomorrow – U2




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9 gennaio 2007

Smog

Nel tardo pomeriggio andare in bici per Milano significava semplicemente avvelenarsi.
Urge danza della pioggia immediata. Meglio rischiare di rotolare sul pavet viscido che respirare ’sta merda.
E comunque, amore o non amore, se continua così presto bisognerà accarezzare l’ipotesi di emigrare da qui. Salutando dal finestrino bagnato di un treno.



*Christmas song – Vinicio Capossela




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9 gennaio 2007

Mi scusi, un’informazione...

Dov’è l’uscita? Cioè, voglio dire, un’uscita ci deve pur essere. Non pretendo mica una di quelle porte grandi, lucide e bianche col maniglione antipanico e sopra la scritta luminosa uscita di sicurezza, no. Mi va bene anche un pertugio basso e stretto, tipo la porta dell’umiltà della basilica della natività di Betlemme, che per passarci ti devi chinare. Anche i bar hanno sempre un’uscita secondaria, mi va bene pure slittare sui pavimenti unti delle cucine, non c’è problema, che sono bravo a scivolare via, anche col bicchiere stretto tra le dita.
Un’uscita. In latino exitus, che rende perfettamente l’idea. Una qualsiasi uscita del cazzo, ecco.



*L’importante è finire - Mina




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9 gennaio 2007

Mal d’Africa

Dopo 13 anni gli americani tornano in Somalia. Dice vogliono catturare terroristi internazionali da loro stessi addestrati e finanziati molto tempo addietro.
Il fatto è che vanno matti per nascondino. Il Lego non lo cagano minimamente, la pista Polistil li lascia indifferenti, per la Playstation sono ancora troppo piccini. Niente, vogliono giocare solamente a nascondino. E noi a contare... i morti.


*Africa - Toto




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8 gennaio 2007

tragicamente catartico

“E perché la mia azione sembra così brutta? – diceva a se stesso. – Perché è un misfatto? Che significa la parola misfatto? La mia coscienza è tranquilla. Certo, è stato commesso un reato, certo è stata violata la lettera della legge e versato del sangue; ebbene, per questa lettera della legge, prendetevi la mia testa... e che sia finita!
Certo, in questo caso, anche molti benefattori dell’umanità che non hanno ereditato il potere, ma se ne sono impadroniti, avrebbero dovuto essere giustiziati fin dai loro primi passi. Ma quegli uomini ebbero il coraggio dei loro atti e perciò avevano ragione, io invece non ho avuto il coraggio della mia azione, e perciò non avevo nemmeno il diritto di permettermela”.

Fëdor Dostoevskij


*“Mi par d’udir ancora”, Il pescatore di perle - Bizet




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6 gennaio 2007

Incipit

Il mio 2007 è cominciato all’insegna del rock, stando appresso ai ragazzi qui sotto, i Malfunk, per fargli un po’ di scatti che accompagneranno l’imminente uscita del loro quinto disco e l’inizio del nuovo tour aggiro per l’Italia.
Gruppo di nicchia del panorama musicale italiano, i Malfunk hanno creato a mio modo di vedere davvero un gran bell’album. Titolato Randagi, mostra appieno la maturità raggiunta dalla band, mischiando sonorità classiche del rock cattivo e linee melodiche di tutto rispetto. Pezzi che rimangono dentro, insomma.
I componenti, da sinistra: Ugo, furente gigante alla batteria; Marco, che dopo i successi di Ovosodo e L’ultimo bacio poteva facilmente sfondare nel cinema ma ha scelto – tanto di cappello – di proseguire nella musica, scrive i testi delle canzoni, sempre molto introspettivi, e negli ultimi tempi ha notevolmente migliorato la sua tecnica canora; Enrico, l’ultimo arrivato nella band e divenuto subito parte fondamentale col suo basso pulito e deciso; Fefo, l’uomo tatuato, chitarrista, fondatore del gruppo e tifoso sfegatato della Fiorentina (“ma se compriamo Cassano non vado più allo stadio”); e per ultimo Frank, ispiratore della band nonché mio cugino, tramite il quale ho conosciuto tutti gli altri.
Il target del gruppo sono i ragazzi tra i 15 e i 25 anni, quindi seguirli ai concerti è per me sempre un’ottima occasione per aggirarmi in una florida riserva di caccia di bimbe. Mirare e colpire, anche sacrificando un gintonic rovesciandolo in mezzo alle tette mentre salto a ritmo qua e là.
Per quanto mi riguarda, di solito si comincia l’anno nuovo stilando una lista di propositi. Io ne ho concepito uno solo e sono gli altri a doverlo attuare: non rompetemi i coglioni. Credo che anche cugino Frank approvi.



*Niente da nascondere - Malfunk




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