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30 ottobre 2006

danza della pioggia

Adoro il caldo e il mare, è vero, trascorrerei mesi interi a leggere e bere all’ombra di un albero su una spiaggia di sabbia fine davanti all’infinito blu. Sì. Però è anche vero che io vivo a Milano, che sono completamente innamorato di questa città e che quindi ora mi sono realmente rotto i coglioni di questo sole e questo clima primaverili che si confanno di più a Roma, Napoli o Palermo.
Niente contro le città menzionate, per carità, ma ogni cosa ha un suo senso naturale, una sua logica. Un panda non si accoppia con un opossum, Kit Carson era il miglior scout del mondo ma non estraeva mica molari, Romeo e Giulietta dovevano schiattare, punto. Non si può stare a Milano sempre come sotto un riflettore di luce vivida, immersi in colori sgargianti. Per quelli c’è la costa azzurra apposta. Ci vuole un po’ di bianco e nero, cazzo, di modo che la fantasia si scateni sulla scala dei grigi. Più sinceri di molti professionali arcobaleni.
Insomma, siamo quasi a novembre, cazzo, voglio cielo plumbeo, pioggia continua e lame di vento freddo. Che questo sole, come la pura verità, mi rattrista e basta.


*Balcony scene – Craig Armstrong




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26 ottobre 2006

meditabondo



*Martasamba - Jack McDuff




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25 ottobre 2006

ciao Bruno

colonna sonora di speranze impossibili.



*Ritornerai




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24 ottobre 2006

rossori

Nel mio palazzo abita da qualche tempo una ragazzina bellissima. Avrà più o meno diciassette anni, un viso acqua e sapone da angelo e due poppe incredibili, quasi un sopruso alla morale con la loro soda e sfrontata compattezza. Ogni volta che ci incontriamo per le scale mi saluta dandomi del lei e io ricambio con un “ciao bella”. Al che lei immancabilmente abbassa lo sguardo e arrossisce.
E ogni volta penso che l’epoca dei rossori, delle reazioni inconsce che svelano le sensazioni, per il sottoscritto è passata da tempo. Peccato, si comunicava con poco, senza coloranti, con una genuinità di cui siamo sempre più carenti. Altro che rughe.


*Victims – Culture Club




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21 ottobre 2006

democrazia a pezzi

Questi due erano stati eletti a simbolo dell’America. Testimonial perfetti di un prodotto scaduto.



*Living in America – James Brown




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20 ottobre 2006

Rappresaglie alcoliche

Nella finanziaria del governo Prodi è stata introdotta anche una stangata sui superalcolici, tassati del 10%, e dico 10%, dal prossimo gennaio. Vogliono il gioco duro questi comunisti bastardi guerrafondai astemi di merda.
Gli integralisti del pacifismo a oltranza saranno tutti spariti, ma noi del gintonic libero siamo presenti, uniti e sbronzi come mai! Occuperemo la bouvette, daremo fondo a tutta la cantina di Montecitorio, vi scoperemo mogli e figlie (non tutte, che per certi scorfani ci vorrebbe un fegato che per ovvie ragioni noi non abbiamo) fino a compiere veri e propri attacchi terroristici nei vostri ristorantini del cazzo dove trascorrete le vostre interminabili pause pranzo. Vi cagherete così in mano che per farvi forza sarete costretti a farvi un cicchetto dietro l’altro e allora sicuramente, visto che vi riguarderà in prima persona, toglierete l’iniqua tassazione. Perché gente come voi basta saperla prendere dal verso giusto: l’interesse.



*Brucia Troia - Vinicio Capossela




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19 ottobre 2006

Vita da cani (per non dimenticare, mai)

È di nuovo sera. Giro la chiave nella serratura e... Van Gogh mi vola addosso, sempre e comunque. Anche se gli fa male la pancia, anche se stava dormendo profondamente, qualunque cosa abbia mangiato. La fonte di un affettuoso moto perpetuo. Tutti ti piantano, tutti si stancano di te – il cane non smette mai di amarti.
E io lo prendo, lo carico in macchina, lo trasporto dall’altro lato della strada, corro al suo fianco per farlo saltare un po’ con gli altri cani, gli faccio vedere come bisogna giocare con loro, striscio con lui lungo il percorso a ostacoli per fargli vincere la paura, lo accompagno vicino a uomini sconosciuti, prendo la loro mano, con la loro mano accarezzo le orecchie di Van Gogh e gli ripeto che sono buoni.

Anna Politkovskaja


*Little threepenny music - Weill




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19 ottobre 2006

parisienne



*La vie d'artiste - Léo Ferré




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16 ottobre 2006

milanesi,

belle mie, mi spiace tanto dirvelo, ma fatevene una ragione: le parigine vi eclissano totalmente.

con amore


*Cheek to cheek - Ella Fitzgerald




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12 ottobre 2006

Le vere teste di cazzo ignoranti? VOI, VOI, VOI!

Non capisco, davvero non capisco. Non comprendo il motivo di tutto questo baillame attorno al servizio di Sabrina Nobile per le Iene da cui emerge per l’ennesima volta la catastrofica ignoranza dei nostri rappresentanti in parlamento. Sono anni che le Iene, e la Nobile in particolare, fanno questo tipo di interviste, con i medesimi vergognosi tragici esiti.
Abbiamo una classe politica ignorante, marcia, corrotta, vecchia, incompetente, distante anni luce dagli interessi dei cittadini. E qual è la novità? A già, certo, ora da più parti si leva il coro che imputa questo stato di cose alla disastrosa riforma della legge elettorale a opera del governo Berlusconi. Sì, è colpa di Berlusconi, certo...
Berlusconi mi sta davvero tanto sui coglioni, è vero, ma da qualche tempo a questa parte mi state ancora più sui coglioni voi. Voi, che sprecate tempo ed energie a perorare la causa di quella o quell’altra fazione politica, a discutere, ad arrabbiarvi, a deludervi, a inorgoglirvi a seconda del caso. Voi, che soprattutto entrate nelle cabine elettorali convinti, determinati, e tracciate una bella ics su un simbolo o su un nome. Voi, che date del coglione a me che da anni ormai mi reco al seggio - perché nel dovere-diritto del polites democratico io ci credo veramente – per annullare la scheda. E già...io sono un qualunquista, un nichilista, un coglione, appunto, mentre voi siete quelli intelligenti, lungimiranti, che hanno a cuore le sorti del paese e si comportano responsabilmente.
Voi per me siete una merdosa marea di teste di cazzo e vi meritate in pieno quei quattro stronzi che vi siete scelti come vostri rappresentanti. Quella congrega di viscidi impegnati ad arricchirsi recitando la parte dei filantropi. Voi, voi meritate un presidente della Camera come Bertinotti che tempo fa, in occasione di una visita di scolaresche a palazzo, alla domanda di una ragazzina sull’assenteismo dei deputati alle sedute in aula ha risposto che sì, è una cosa deplorevole, ma c’è di peggio nella vita, che purtroppo molti sono professionisti impegnati, che non è poi così grave dover ripetere una votazione per mancanza di numero legale. Non so ancora se mi fa più schifo che esistano tuttoggi partiti con la falce e martello oppure che a rappresentare il comunismo in Italia siano questi individui qui.
Comunque è vero, c’è di peggio, molto peggio. C’è l’inferno del Darfur. Ma tanto chi cazzo la conosce la situazione del Darfur? Perché preoccuparsi? Riprendiamo a parlare della finanziaria, che quando gli si tocca il portafoglio, sto popolino d’imbecilli s’infervora tutto. Discutete discutete, i professionisti della cosa pubblica che vi siete scelti, a Roma, sono lì che vi ascoltano. E sorridono alla faccia nostra. Patetiche teste di cazzo, voi.


*Viva lei - Mina




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10 ottobre 2006

rimedi d'oltralpe

Considerato che...
- i lavori per il rifacimento dell’impianto idraulico di casa dovevano iniziare stamane alle ore 7.30 e che alle ore 9.00 il capomastro mi ha comunicato telefonicamente “che oggi non ce la facciamo, mi spiace, iniziamo domani” e quindi ho cominciato la giornata bestemmiando copiosamente
- che ho voglia di mare, perché quest’anno il mare l’ho visto col contagocce, e io invece ne ho bisogno a secchiate, e quindi c’ho un costante giramento di coglioni inimmaginabile
- che la mia carriera prosegue a gonfie vele così come quella da rapinatore di Woody Allen in Prendi i soldi e scappa e che quindi sono sempre più convinto di aver sbagliato lavoro
- che a detta del mio amico fotografo ho un guardaroba che rasenta la desolazione assoluta e che non si confà per niente alla mia personalità e quindi necessito di uno shopping selvaggio da lui coadiuvato
- che anche in Francia è passata la legge che vieta il fumo nei locali pubblici a partire dal prossimo gennaio (ma nei pub dal 2008)
- che sono braccato dalla banca assetata di quattrini
- che ho bisogno di un lunghissimo viaggio in macchina ascoltando esclusivamente Mina
...
mando affanculo tutto e tutti e me ne vado a Parigi.
Che poi a Parigi non ci sia il mare è un fatto assolutamente irrilevante a cui rimedierò con un metodico e sapiente trattamento a base di ostriche belon, Crystal e francesine discinte.


*Non credere - Mina




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4 ottobre 2006

Anyway the wind blows...

Scende una pioggia leggera sull’Arco della Pace, sontuosa cornice alla Torre del Filarete, di là del parco. Gli alberi di piazza Sempione all’angolo con via Pagano si fanno di un verde intenso. E il pavet diventa lucido, maculato di foglie.
Con calma, e un po’ di tristezza, ma l’autunno, finalmente, sta arrivando.


*Bohemian Rhapsody - Queen




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4 ottobre 2006

Se la Sfiga è alcolizzata sono cazzi

Dopo avermi sfigurato la faccia alla ricerca di vedremo cosa, dopo che la mia casa è diventata inagibile causa disastri idrici già menzionati, stamane salgo a bordo della bombaycar, l’accendo e dopo pochi istanti che m’aggiro per le strade di Chinatown dal cofano esce una gran nube di fumo denso e nero. Dirotto il mio itinerario all’officina più limitrofa. La diagnosi è presto fatta: coppa bucata, olio finito, testata del motore ridotta alla stregua di una bigbabol masticata da un’ansiosa undicenne.

Bene. Lascio la vettura dal medico che già si frega le mani e ritorno a casa pensando a come cazzo farò a pagare questa ennesima avversità. Una volta giunto nella mia magione, apro un’anta dell’armadio per cambiarmi la camicia che indosso, ormai troppo inzuppata di bestemmie, e dentro al mobile trovo una ragazza rannicchiata sopra la cassettiera, dolcemente assopita.
“E tu chi sei?”. “O, ciao, mi chiamo Sfiga”, dice svegliandosi soavemente.
La tipa non è niente male. Lunghi capelli corvini e lisci, corpo voluttuosamente curvilineo, sodo e desiderabile, carnagione bianca come la luna, occhi dall’iride incredibilmente rossa.
“Em, saresti dunque tu la cagion della recente serie di misfatti che costellano l’esistenza del sottoscritto?”. “Certo, hai una bella casetta, calda, accogliente. Mi piace la vista sui tetti della vecchia Milano, qui ci sono tanti dischi da ascoltare e libri da leggere. Insomma, ho deciso di stare un po’ da te”. “A. E si può sapere per quanto?”. “Finché tutto questo non mi verrà a noia” mi risponde uscendo dall’armadio con un arrapantissimo disaccavvallamento delle cosce e spostandosi una ciocca di capelli da davanti gli occhi di fuoco.
“Mmm, senti, a me va bene, non mi dai più di tanto fastidio. Però ecco, vorrei concordare un affitto, niente di che, un prezzo onesto, però, insomma, un’adeguata ricompensa per l’ospitalità, ecco”. “Ma io non ho soldi. Non uso mai denaro. È sporco, mi fa schifo” e si piazza sul divano piegando i piedi sotto le natiche.
Certo, penso, la situazione è quantomeno singolare, come affrontarla? Poi l’idea.
“Senti, ti va di bere qualcosa?” chiedo. “U, sì, volentieri, grazie. Avrei proprio una gran sete”. “Scendo a comprare qualcosa. Tu non ti muovere, faccio in dieci minuti”.
La cassiera del super dietro casa mi guarda attonita mentre registra i codici a barre di dodici bottiglie di rosso, sei di champagne, venti di gin.
Il progetto è semplice: sfiderò la dolce signorina sul piano alcolico, mettendo come sottofondo il triplo cd di Cocciante a ripetizione. Nel corso degli anni ho visto rotolare greci, turchi, arabi, ungheresi, spagnoli, inglesi, zingari serbi, mentre io stavo ancora in piedi sulle mie gambe. Se con questo trattamento Sfiga cede e collassa, le dò una botta – perché comunque è indubbiamente una gran bella figa – e la metto alla porta. Se invece regge l’alcol come il sottoscritto, allora sono cazzi. Vorrà dire che sarà l’inizio di una lunga e meravigliosa storia d’amore.
Nel caso le andrò a comprare un paio di lenti a contatto azzurre. Che a me il rosso sta un po’ sui coglioni.


*Baby Luna – Bruno Martino




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3 ottobre 2006

ornamenta

È dai tempi dell’università che non tengo una donna appiccicata al muro. Ma nel 2007 mi toccherà fare un’eccezione. Impossibile, infatti, trattenersi dal cogliere questa dolcissima fragolina.



*She wandered through the garden fence – Procul Harum




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