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29 settembre 2004

Prestavolto

In prossimità di certe giornatine, tipo quella di domani, indosserei volentieri occhiali e baffi finti alla Groucho Marx.

“Ma lei è Bombay”
“No, assolutamente, lei si sta sbagliando. Sono il suo prestavolto”
“Il prestavolto?”
“Esatto. Mi dica, mi dica tutto..”
“Non mi sembra una procedura regolare, comunque, andiamo avanti, mi parli di…”
“No, guardi, sono autorizzato esclusivamente a comunicarle tasso alcolico, barista di riferimento e sogni”
“Sogni?”
“Domanda perfetta! Allora, dunque, fin da piccino….”




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28 settembre 2004

Incredibile: una bella notizia!

ben tornate bimbe, s’ha bisogno di voi




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28 settembre 2004

China sound

I cinesi sputano. O meglio, scaracchiano. In continuazione. Per le vie di Chinatown li si può vedere, soli o in compagnia, piegarsi all’indietro, prendere la rincorsa con una bella tirata in su di naso e di gola, e poi protendersi in avanti gettando fuori il superfluo prodotto polmonare.
In questa pratica sono dei veri e propri artisti, ce l’hanno nel sangue. E non c’è bisogno di vederli, basta il sonoro. Che è molto diverso da quello di una scaracchiata di un occidentale. Sembra più un conato di vomito.
Ecco, la mia vita in Chinatown è caratterizzata da continui conati di vomito come sottofondo.




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27 settembre 2004

Moda senza confini

(ANSA)-DUBAI,27 SET-Un dipendente della Cnn,arabo-israeliano, e' stato rapito da un gruppo armato nella Striscia di Gaza, secondo quanto riferito da Al Jazira. 'Il nostro corrispondente a Gaza ha detto che un gruppo armato ha sequestrato un arabo che lavora come assistente del producer nella troupe della Cnn a Gaza' ha precisato l'emittente araba satellitare.




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27 settembre 2004

Stomaco e cervello, dialogo difficile

Quando vedo per strada due donne che si baciano, proprio baciano con mezzo chilo di lingua nella bocca dell’altra, mi stupisco, sì, ma poi sorrido.
Quando vedo due uomini che si baciano, proprio baciano con mezzo chilo di lingua nella bocca dell’altro, mi piomba addosso un profondo senso di fastidio.
Si tratta di un pregiudizio epidermico non ragionato, che nasce nello stomaco, tutto mio, e che mi dà molta noia. Che mi fa sentire piccolo, limitato, becero, scaduto.
Non mi piace per niente.




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26 settembre 2004

Segni premonitori

Io sono molto scaramantico, pure troppo. Pur non essendo succube delle tradizionali superstizioni (sempre avuti gatti neri e a casa lavoro seduto sotto una scala…) credo in alcuni messaggi spontanei dal mondo a me circostante. In questi giorni:

- mi si è rotta la cintura dopo anni
- ho visto Franco Di Mare per due volte nella via dove abito (con una biondona niente male…)
- uno srilankese mi ha chiesto qualche spicciolo per andare a tagliarsi i capelli (?!?)
- si è rotta la spia della riserva della bombaycar
- due notti che sogno Mogadiscio (ma non ci son mai stato)
- ho conosciuto la prima persona che cucina la carbonara meglio di me
- piove dappertutto fuorché a Milano (“amo la pioggia: sciacqua le memorie dal marciapide della vita..”)

Difficile trarre conclusioni chiare da codesti segni. Stanotte sono pure entrato nell’internet poit di cinesi sotto casa, ho prelevato un pechinese dalla sua postazione e l’ho squartato cercando di leggere qualcosa di più preciso nelle sue viscere. Ma nulla.
Vorrà dire che mi piglierò una pausa ascoltando Kenny Dorham suonare Lotus blossom e sorseggiandomi un birrino.




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23 settembre 2004

Stress da prestazione orale

Odio gli esami orali, da sempre. Chiudetemi in una stanza per ore a scrivere, ma non mettemi su una sedia davanti a dieci persone che mi sommergono di domande. L’unico momento orale che mi aggrada è quando al massimo devo mugugnare...
E gli effetti dell’approssimarsi di un esame orale si vedono tutti: raffreddore violento, tonsille infuocate, mal di testa, stress, brividi, allucinazioni.
Sicché ieri mi son deciso a passare in farmacia e comprarmi un po’ di pseudo rimedi.

“’sera, una scatola di aspirina in compresse, il fon uan rosso (che insomma vivo a Chinatown io!) e lo sprai apropos ai propoli da spruzzarmi nel gargarozzo, grazie”
La farmacista si allontana per qualche istante e poi torna. Posa sul bancone l’aspirina e il fon uan. Ma non l’apropos sprai. Non lo trova. E scatta il delirio.
Chiama la commessa:
“Francesca non c’è più neanche una scatola di apropos sprai, com’è possibile?!?”
“È impossibile...”
“Senti, ho guardato benissimo, lo sai che almeno una dobbiamo tenerla in casa dopo l’ordine!”
e io: “guardi, non è un problema, ne faccio a meno”
“No no no nooo. Qui bisogna venirne a capo! Francesca vai a vedere gli ordini!”
Francesca va e torna. Con un fil di voce: “non abbiamo fatto nessun ordine...”
La titolare sbraita: “è inamissibile!!! Queste cose succedono solo qui!”
La interrompo: “senta, veramente, non importa, mi dica quant’è”
“Francesca, con te faccio i conti dopo”, mi guarda in silenzio e poi mi sussurra quasi a rivelarmi un segreto: “potrei darle la soluzione sprai ai propoli che facciamo noi in laboratorio...”
“va bene”
“la vuole alcolica o analcolica?”
vorrei dirle: “con una fettina di limone e 3 cubetti di ghiaccio, grazie!”, invece le fò: “che differenza c’è?”
“nessuna”
“e allora che me lo chiede a fare?”

Insomma, dopo una ventina di minuti riesco a fuggire dalla farmacia. Arrivo a casa e inizio a spruzzarmi in gola a più non posso la soluzione casalinga. Avrei dovuto diffidare del farmaco fin dal suo aspetto: anonima scatola di cartone bianca con solo un’etichetta appiccicata con sopra scritto a mano: propoli, sprai, scadenza febbraio 2008 (2008???). All’interno una boccetta di vetro dotata di nebulizzatore e basta, niente avvertenze, niente scritte, niente foglietto con gli ingredienti, niente di niente.
Gli effetti non hanno tardato a manifestarsi: in uno stato di semicoscienza ho guardato tutto Veline con un rigolo di bava alla bocca inframezzandolo con Ottoemezzo, sempre con la bava alla bocca ma suppongo per motivi diversi...
Poi mi sono addormentato.
Dopo non so quanto tempo mi son svegliato in un lago di sudore, interrompendo un sogno quanto mai bizzarro: Francesca mi stava facendo un sublime pompino mentre la titolare della farmacia, che nel sogno aveva la stessa faccia di Ferrara, mi spruzzava del gin nebulizzato in gola, ghignando come una strega e urlando: “non ce la farai mai, a a a a a!!!”
Ho comprato quello alcolico...




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22 settembre 2004

La Cina parcheggia

Le strade di Chinatown sono state rigate di giallo per segnare i parcheggi riservati ai residenti.
A Milano ci teniamo agli abbinamenti cromatici.




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21 settembre 2004

Il triumvirato dei coglioni (uno ci è, uno ce fà, uno manco sa chi è)

La mortadella schifosa si è pronunciata contro il referendum sulla procreazione assistita. Dichiarazione fatta sedendo allo stesso tavolo con Fassino e Rutelli. Che però la pensano in maniera diversa.
Prodi in precedenza aveva anche detto che “il referendum dilanierebbe il paese”.

In serata, attorno a un tavolo verde in un appartamento di via dell’Anima, Prodi aveva in mano una scala reale servita ed è andato a vedere Bondi che ha posato sul panno un tris di re. Prodi guarda e dice: accidenti, per me è buono!
Letta raccoglie le carte per mischiarle, mentre Berlusconi serve ai giocatori dell’altro uischi...




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21 settembre 2004

Ma che scontro, è un tramonto

In questi giorni per televisione è visibile lo spot Telecom. Nel filmato si immagina quale amplificazione avrebbe potuto avere il verbo di Ghandi se al suo tempo fossero esistite le tecnologie per la comunicazione che abbiamo oggi. La pubblicità termina con la domanda: che mondo vivremmo oggi se fosse andata così?
Già.
Domanda a cui non so rispondere.
So che oggi quelle tecnologie ci sono, e vengono usate da miliardi di persone, vecchi e bambini. Ma non c’è un altro Ghandi. Invece di ascoltare parole sagge e illuminanti, guardiamo video in cui degli uomini, mascherati, tagliano via la testa ad altri uomini.
E se mi chiedono che mondo sarà domani, mi vien paura a pensarci.




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19 settembre 2004

Amarcord una compagna di scuola

L’ultima cosa lucida che ho fatto è stato chiedere con fermezza al musico di suonare The look of love, urlare “voglio la mamma!” e quindi ballare guancia a guancia con la madre della sposa. Le brillavano gli occhi, come le luci sul canale della Giudecca.
Poi ho rotolato per le calli fino a notte fonda.
Ho lasciato Venezia mentre in campo Santo Stefano un uomo suonava la melodia di Amarcord sfiorando con le dita i bordi di tanti bicchieri. Probabilmente non c’è strumento migliore per quella musica: acqua e vetro.
Sorrido alla malinconia.




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17 settembre 2004

Kofi, un po' sbronzo, al bar dell'Onu...

Ragazzi, c’ha messo un po’ di tempo ma alla fine lo scuro biancobarbuto è giunto a una conclusione: la guerra in Iraq è illegale.

"Ci rivolgiamo al governo e al popolo americano: vi ricordate quando qualcuno, magari qui in Europa, magari nei Balcani, si dedicava a spaccare le ossa a qualche suo vicino? Ecco, vi ricordate cosa facevate se questo qualcuno secondo voi agiva illegalmente? Bè, per difendere l’ordine e la pace mondiale, in quattro e quattrotto prendevate e prontamente intervenivate, raddoppiando, se non triplicando, la media quotidiana di morti ammazzati. E noi vi ringraziamo.
Ora però nell’illegalità ci siete voi.
Domani verranno inviati sul vostro territorio un 700.000 soldati della coalizione (no, ‘sto giro nella coalizione voi non ci state, cercate di capire, sù!), e altri li seguiranno in breve tempo.
Siccome di siti per la fabbricazione di armi di distruzione di massa da voi ce ne sono a bizzeffe, li distruggeremo bombardandoli dal cielo. Visto però che la nostra flotta aerea è alquanto vetusta e non tecnologicamente avanzata, per bombardarvi sequestreremo la vostra. In questo modo agiremo chirurgicamente, evitando per quanto è in nostro potere di fare vittime tra i civili.
Ricordate che tutto questo verrà fatto per liberarvi dal vostro governo, tiranno, guerrafondaio e che ha violato la costituzione internazionale.
A, non andate troppo a sciare in ‘sto periodo. Ci sono già scommesse in corso tra piloti francesi e tedeschi su chi riuscirà a passare col proprio caccia a velocità supersonica sotto i fili delle vostre funivie nel Vermont. Si sa: i primi amano lo champagne e i secondi la birra, quindi ci sta che tra i partecipanti ci sia qualcuno sbronzo che combini il danno... ma son ragazzi che stanno liberando un paese, lontano da casa, bisogna pur concedergli qualche marachella...
Cosa? Che dite? Una telefonata, avvocati, il tribunale, la giuria?
Abbelliii, qui si sta liberando una nazione per il bene del pianeta, mica stiamo girando un film di Hollywood!
Su, dai..."

dai, Kofi, vieni via ora, su, andiamo a dormire...




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16 settembre 2004

E ora si batte cassa...

Era da un po’ che pensavo di scrivere questa lettera. A pochi giorni dal primo anno di vita di questo blog, penso sia giunto il momento. La missiva che segue verrà tradotta da chi di dovere (Elisa, pronto?!?) e fisicamente spedita a Londra, all’attenzione di un destinatario ben preciso.


Egr. direttore marketing di Bombay Sapphire,

sono un cittadino italiano, grande estimatore del vostro prodotto di punta: il Gin Bombay.
Era il lontano 1989 quando il mio primo barista di fiducia, conoscendo bene la mia passione per il gintonic, mi fece: “Ei, assaggia questo” e mi mostrò quell’inconfondibile bottiglia color azzurro cristallino con le pareti laterali decorate con gli ingredienti distillati. Fu amore a prima vista, o meglio, al primo sorso.
Da allora quando mi avvicino a un bancone, e Le assicuro che questo capita molto di frequente, non chiedo più un gintonic bensì un Bombaytonic.
Ora, come Lei potrà certamente verificare andando a spulciare nei vostri archivi commerciali, a quei tempi il Vostro gin non era così diffuso nei locali di Milano e, quindi, d’Italia. Anzi, era praticamente introvabile. Oggi, invece, i dati di vendita parlano chiaro: una costante crescita, su tutti i canali di vendita, dagli scaffali della grande distribuzione ai banconi dei bar.
Essendo lei direttore marketing sarà di certo un esperto di comunicazione. Giustamente la Vostra azienda, al contrario di altri gin concorrenti, non si è lanciata in suntuose campagne pubblicitarie, preferendo affidarsi al passaparola dei consumatori già fedeli.
Ecco, modestamente, per quanto riguarda l’Italia ritengo di essere stato fondamentale in questo senso: conoscenti, familiari, amici e baristi sono diventati vostri fedelissimi clienti proprio grazie al sottoscritto. Quando al bancone un barista mi dice “mi spiace, ma il Bombay non ce l’abbiamo” m’indigno, chiedo di parlare con il proprietario del locale e parto con un lungo panegirico della Vostra bevanda. Nel giro di una settimana la Vostra bottiglia fa bella mostra di sè nella specchiera dietro il bancone.
Da circa un anno, poi, questo mio passaparola viene veicolato anche attraverso un blog (qui inseriamo breve spiegazione, nè) amplificando anche sulla rete di internet il mio messaggio, attraverso scritti magari di dubbia qualità e umorismo che però riconducono quasi sempre al vostro prodotto.
È giunto il momento di premiarmi, caro direttore, anche perché con tutte le bottiglie di Bombay che mi son bevuto e che ho fatto bere in questi 15 anni ho fatto schizzare il vostro fatturato alle stelle. Badi bene: sacrificio che mi sono accollato molto volentieri, ma con quello che ho speso potevo comprarmi anche un bel due alberi lungo 18 metri! Invece ho scelto voi.
In fondo il vostro investimento in comunicazione è relativo e si riduce nel promuovere annualmente un concorso tra designer con evento finale per la realizzazione di un bicchiere ispirato alla vostra bottiglia.
Dunque, per la mia ricompensa e come incentivo a proseguire, ho pensato a una serie di proposte, che però Lei può integrare anche con sue idee:

- assunzione a tempo indeterminato come responsabile mondiale controllo qualità delle vostre forniture (accompagno le vostre spedizioni, dalle Haway alla Polinesia, poi giunti a destinazione apro una decina di bottiglie per verificare che il trasporto non abbia leso le caratteristiche del vostro gin)
- assunzione a tempo indeterminato come responsabile marketing italiano (avviso che in questo ruolo verrei certamente a costarvi di più: eventi, feste, degustazioni...)
- direttore ufficio stampa internazionale ad interim
- sabotatore dei prodotti concorrenti (qui la questione si fa più delicata, il pagamento sarebbe in nero, e avrei bisogno di una rete di collaboratori scelti personalmente tra le peggiori gang del pianeta. Il risultato però è garantito. Vedete voi...)
- fornitura a vita del vostro gin (proposta molto gradita ma logisticamente scomoda in quanto abito in un piccolo monolocale e non saprei proprio dove sistemare tutte quelle bottiglie. Problema al quale potreste però rimediare comprandomi un attico in centro. Graditi box e cantina climatizzata, grazie)

se nessuna di queste proposte riesce a incontrare il vostro pensiero, mi riterrei comunque soddisfatto se mi invitaste ogni anno a Londra per una settimana a Vostre spese: hotel extralusso all inclused, lasciapassare per girare nei vostri stabilimenti con bicchiere personalizzato alla mano (meglio se infrangibile) e una dozzina di segretarie bionde e formose in minigonna che mi scortino 24 ore su 24 appuntando i miei pensieri e anche qualcos’altro.

In attesa di un suo gentile quanto urgente riscontro
Le porgo i miei più cordiali saluti

Bombay

(si accettano ulteriori suggerimenti)




15 settembre 2004

Terrorismo

Gli israeliani definiscono queste azioni ‘esecuzioni mirate’ o ‘giustizia preventiva’:

ANSA - Cinque attivisti palestinesi sono stati uccisi in un' incursione israeliana a Nablus, nel Nord della Cisgiordania, dove l'esercito e' entrato questa mattina, come hanno segnalato fonti palestinesi. Un convoglio composto da una ventina di mezzi tra jeep e blindati sono penetrati nel settore occidentale della citta' vecchia e hanno accerchiato un edificio. Ne e' seguito un conflitto a fuoco. Secondo quanto ha precisato un’organizzazione palestinese, quattro delle cinque vittime facevano parte delle Brigate dei martiri di Al Aqsa. La quinta era invece un militante del Fronte democratico di liberazione della Palestina.

UNA BAMBINA E' RIMASTA UCCISA NEGLI SCONTRI
Una bambina palestinese di 11 anni, Maran Nahle, e' rimasta uccisa negli scontri divampati stamani a Nablus (Cisgiordania) fra dimostranti e reparti dell'esercito israeliano. Testimoni riferiscono che la piccola e' stata raggiunta al volto da un proiettile. Il numero dei feriti palestinesi e' salito nel frattempo a 30. Uno di questi - un uomo di 50 anni - versa in condizioni molto gravi.

Io lo chiamo terrorismo. Anche questo.




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15 settembre 2004

Turnè

Sarà che sono un po’ ottuso per certe cose e un po’ intransigente per altre, però il tour europeo di Ghazi Al Yawar, presidente del governo iracheno, mi pare proprio una gran stronzata.
Voglio dire: quell’uomo lì è stato nominato presidente di un paese distrutto, dilaniato, diviso, affamato, assetato, annichilito, terrorizzato, comprato, venduto. Non è un paese, cazzo, è un participio passato!
Bè, non so voi, ma nei suoi panni mi dedicherei con priorità assoluta al mio popolo, lavorerei 18 ore al giorno per ritrovare una parvenza di filo logico in tutto quell’inferno, cercherei di capire da dove iniziare per tentare di ricostituire un minimo di struttura sociale ‘normale’, e soprattutto mi sforzerei di creare un rapporto con il mio popolo, di conquistarne la fiducia.
Penso che girare per le capitali europee a stringere le mani di capi di governo che per gran parte del suo popolo rappresentano degli invasori assassini e sfruttatori (magari a torto, ma così intanto la pensano) non sia una brillante idea-partenza per raggiungere gli obiettivi sopra. Per capirci: secondo me si ricostruisce sgombrando le macerie sul posto, non altrove.
Poi mi si dirà che queste sono le esigenze imposte dalle regole della diplomazia, accordi, ricerca di delicati equilibri tra interessi, convergenze piramidali, ecc ecc.
Io la vedo solo come una messinscena, per giunta con un copione di quarta categoria. E quell’uomo lì come un fantoccio grasso, unto e appiccicoso, del quale, se fossi un fornaio di Baghdad, non mi fiderei per niente.




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