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26 maggio 2004



Io so una cosa: che un lungo, umido bacio per finire riuscirebbe a far vendere quest'idea. Io... io... seriamente... credo che questo sia un bel finale. Capito come?

Stardust Memories




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26 maggio 2004



È che pensiamo di mettere tanti punti.
Invece sono soltanto virgole.




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26 maggio 2004

Internazionalizzazione...?

La parola chiave di questi giorni pare essere “internazionalizzare”.
Ovvero: allargare la schiera dei colpevoli, dividersi la responsabilità. Sempre sotto l’egida statunitense...
A Gianfrà, tiriamoci fuori, non cerchiamo complici.




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25 maggio 2004

Via del Cannocchiale, 11

Oggi sì, davvero, è stata una giornata da condominio qui dentro.
E pure il sottoscritto non è riuscito a sottrarsi a spiare dalle persiane i movimenti degli inquilini, a socchiudere la porta quando dallo spioncino vedevo passare sul pianerottolo qualcuno di fidato per chiedergli delucidazioni. A gettar benzina sul fuoco durante le chiacchiere nell’androne a dispetto di quel rompicoglioni del primo piano.
Mò esco a fare la spesa e magari a prendermi un aperitivo...

(-guarda l’ubriacone del terzo piano, come tutti i giorni, tac, a quest’ora corre al bar dell’angolo... –e già... –e ancora non la pianta con quella musica a tutto volume... –a ma guarda, se continua così io chiamo l’amministratore... –e fai bene...)




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25 maggio 2004

La cameriera

Toc toc. Due colpi alla porta ed entrava. Quando andavo a dormire non chiudevo mai la porta della camera in quell’albergo sulla riviera adriatica che ho frequentato per tantissimi anni. E lei lo sapeva.
Bassa Romagna, dov’è nata mia nonna. E dove la mia famiglia, saggiamente, decise di vendere casa per riversare agosto dopo agosto il ricavato nelle tasche dell’albergatore (logica folle che contraddistingue tutto il ceppo romagnolo, vabbè...).
Comunque, la conoscevo da anni. Lavorava in questo albergo prima come centralinista e poi, appunto, come cameriera. Più anziana di me di tre anni, molto carina, non mi aveva mai cacato di pezza. Nonostante fosse fidanzata da parecchio tempo, quando arrivava agosto regolarmente perdeva la testa per qualche avventore estivo. Lasciava il fidanzato, si godeva questa passione di due, al massimo tre settimane e una volta partito il cliente (ridotto a un cencio pallido e bisognoso più che mai di una vacanza), altrettanto regolarmente tornava a far coppia fissa coll’ipercornuto.
Quell’anno, non si sa come, i suoi ormoni iniziarono a schizzare impazziti per il sottoscritto appena arrivai sul posto. Penso che la cosa che la divertisse di più fosse proprio la clandestinità, il doversi godere nei posti più assurdi, al riparo di occhi indiscreti, e negli orari più improbabili: a metà mattinata nella saletta pingpong, nella cucina del ristorante alle quattro di pomeriggio o, appunto, all’alba, quando attaccava a lavorare.
Saliva le scale col vassoio della colazione, bussava e poi entrava. Mi svegliava e stimolava il mio appetito con un pompino volante. E poi via, a servir altre colazioni.
Finché arrivò la notte di ferragosto. Festa nella spiaggia di fronte all’albergo: musica, danze e tanto beveraggio. Presente anche il suo fidanzato in quanto amico di lunga data del proprietario dell’albergo. Passata la mezzanotte la cameriera mi si avvicina e mi sussurra all’orecchio di andare in camera, che in breve mi avrebbe raggiunto. Pronto eseguo. Forse però l’euforia dell’amplesso prossimo e l’alcol trangugiato a più non posso mischiato al torrido caldo ferragostano mi fecero parlare un po’ troppo. Non ricordo bene, ma mi sa che dirigendomi verso l’albergo mi fermai a chiacchierare con amici annunciando a squarciagola che, di lì a pochi minuti, finalmente l’avrei trombata. E mi sa che il fidanzato della garzona, sempre nei paraggi, avesse udito qualcosa.
Fatto sta che arrivo in camera, accendo la musica e attendo. Come promesso la bimba si presenta dopo pochissimo. Non perdiamo tempo. Son lì che le lecco una tetta quando qualcuno bussa. È lui. Dietro alla porta il tipo inizia a urlare chiaramente i nostri nomi e intima di aprire. E a questo punto, seduto sul letto e teso come una corda di violino, assisto a una scena fatta di gesti squisitamente atletici che mai mi è più capitato di vedere: la cameriera mi ordina il silenzio con un segno eloquente, con un balzo esce dal letto, si veste, in quattro passi raggiunge il balcone, scavalca la ringhiera e si butta di sotto. È vero, stavamo al primo piano, ma pur sempre di un salto di almeno duemetriemezzo si trattava. Giuro, andò così. E tutto in massimo 8-10 secondi. Non so se ci si allenava.
Non senza qualche timore aprii la porta, sudato marcio, dissi a otello che ero sotto la doccia e domandai cos’era tutta quell’agitazione. Corse via a cercar la sua vendetta senza proferir parola.
Qualche anno più tardi la cameriera mi scrisse che stava per sposarsi e che le avrebbe fatto molto piacere vedermi per un uichend prima che questo accadesse. La raggiunsi per una notte.
Ma tutto questo accadde tanti anni fa. Oggi è sposata, ha due bambini, e non fa più la cameriera.




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25 maggio 2004

Appello

lasentassent




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25 maggio 2004

Elezioni vicine...

Caro Circo, caro Ghiro. Io continuo a riflettere, ma finché mi dedico a queste letture, difficile che riesca a cambiare idea...

da Sudditi – Manifesto contro la Democrazia
di Massimo Fini

La democrazia rappresentativa, liberale, borghese, insomma la “democrazia reale” come la conosciamo e la viviamo, e che è attualmente egemone, non è la democrazia. È una finzione. Una parodia. Un imbroglio. Una frode. Una truffa. Noi la definiamo in modo brutale, e in una prima approsimazione che per pecca per difetto (perché, come vedremo, la realtà è persino peggiore): “un modo per metterlo nel culo alla gente col suo consenso”.

e ancora

Il voto del cittadino singolo, libero, non intruppato in gruppi, si diversifica e si disperde, proprio perché libero, laddove gli apparati dei partiti, facendo blocco, sono quelli che effettivamente decidono chi deve essere eletto. Il voto di opinione, cioè il voto veramente libero, non ha alcun peso rispetto al voto organizzato. Ammette lo stesso Bobbio: “Oserei dire che l’unica vera opinione è quella di coloro che non votano perché hanno capito, o credono di aver capito che le elezioni sono un rito cui ci si può sottrarre senza danni”.

Preciso che non ho mai pensato di sottrarmi a questo ‘rito’ e mai l’ho fatto. Ho sempre espresso il mio voto. Ma in modo libero. E forse, appunto, inutile.
Continuo a riflettere...




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24 maggio 2004

Oasi a Chinatown

“Non so voi, ma io erano aaaanni che non mi sentivo così”
“Cos’erano?”
“Aaaanni che non mi sentivo così”

Non sono Bentivoglio e non mi trovo coi miei vecchi amici in un’oasi in pieno deserto. Però oggi direi la stessa medesima cosa.




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24 maggio 2004

Appunto...

WASHINGTON - Le immagini di un video ottenuto dai media americani mostrano una festa di matrimonio in corso nel luogo vicino al confine della Siria attaccato mercoledi' da elicotteri Usa, un attacco che ha provocato oltre 40 morti, in gran parte donne e bambini. Il Pentagono sostiene che l'edificio attaccato era un rifugio di guerriglieri armati.
Ma le immagini mostrano la festa nuziale in corso, nel villaggio isolato di Mogr el-Deeb a 20 km dal confine siriano, e l'arrivo della vettura della sposa, decorata con caratteristici nastri colorati.
Altre immagini mostrano i resti del party dopo l'attacco: frammenti di strumenti musicali, vassoi, decorazioni nuziali. Il video e' stato ottenuto dall’agenzia Ap che ha intervistato anche alcuni superstiti della festa nuziale.

Io, ignorante e bifolco, questo lo chiamo terrorismo.




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24 maggio 2004

Magia

Nella minuscola stazione di questo borgo di campagna attendo il treno che mi porterà nella capitale. Con me sulla panchina i due miei amici genitori del piccolo pupo che adoro, il mio ‘nipotino’ di un anno e mezzo. La mattina ci siamo svegliati insieme, abbiamo fatto colazione insieme, inzuppando i biscotti nel latte contemporaneamente, guardandoci negli occhi e sorridendoci dopo ogni boccone.
Gli piace stare con me, tanto, e ora è triste perché me ne sto andando. Arriva il treno. Mi fa una carezza sulla barba incolta e mi dà un bacio sulla guancia. In braccio a sua madre mi guarda allontanarmi e mi fa ciaociao con la sua manina paffuta.
Il giorno seguente riprendo un treno che dalla capitale mi riporta verso nord. Ad attendermi in una stazione diversa da quella del giorno prima, ma sempre dal sapore antico e rustico, ancora loro sotto un magnifico acquazzone. Da lì proseguiremo insieme in macchina alla volta di Milano.
Entro dietro e mi siedo al fianco del pupo che, tutto allacciato nel suo trono di sicurezza, sta dormendo proprio come un angioletto. Partiamo.
Dopo circa mezzora socchiude gli occhi e mi vede lì accanto a sé. Tutto assonnato mi guarda meglio. Stupito e meravigliato apre la bocca lasciando scivolare via il ciuccio, e corrugando un po’ la fronte fa un’espressione che significa: “Come cazzo è possibile?!?”
Gli accarezzo il testino, raccolgo il ciuccio, glielo rinfilo tra le labbra. “Magia”, gli sussurro. I suoi occhi tornano a chiudersi molto lentamente, mentre mi guarda capendo che è vero, non è un sogno, sono proprio lì. Comparso chissà come. Si addormenta.
Oggi, per la prima volta in vita mia e per davvero, sono stato un mago-felice.




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21 maggio 2004

Scemo in vacanza

“Ci vediamo domani?”
“No, mi spiace, parto stasera”
“E dove vai?”
“Ceno in Toscana, passo la notte in Umbria, poi trascorrerò il sabato sera nel Lazio, domenica ritorno in Umbria per poi essere a Milano lunedì mattina”
“Tu sei scemo”
“Forse. Ma mi piace così”

E anche questo blog andrà in vacanza per un po’. Ne ha bisogno.
Saluti, baci, abbracci, tastatine di tette, pernacchie.




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21 maggio 2004

Bravi ragazzi

Tutto inizia con un sms. “Stasera festa anni ’80 da noi. Obbligatorio abbigliamento adeguato e bottiglia”. Preavviso di cinque ore. Sono di casa in quella casa... ci sono!
Uno potrebbe pensare a una festicciola tra amici. Ma così non fu. E i segnali si son visti fin dall’aperitivo. Quando tra un gintonic e l’altro scorgevo in ‘sto locale gente vestita in maniera quantomeno bizzarra. Mi avvicino a un tipo visto tre volte in vita mia: “Scusa, ma tu dopo vai da Oliver, vero?” “Sì, indovina chi sono, indovina chi sono!”. “Chi cazzo sei?”. “Dai, su... aspetta, mi metto la giacca. Ecco, dai chi sono?” “Ma chi cazzo sei???” “Sono il nero di Miami Vice!”. Ho capito, sarà un’altra notte difficile...
Mi dirigo alla festa.
La padrona di casa è uguale a Madonna in Cercasi Susan disperatamente. Ma più bella. Oliver invece indossa jeans strappati, anfibi, maglietta bianca, bretelle nere, gilet di jeans e cappellino con visiera in pelle. Già mi salta alla gola la nostalgia dei miei 15 anni.
Si sa, a una festa non va bene presentarsi puntuali. Negli anni ’80, poi, era proprio “out”! La casa inizia a riempirsi verso mezzanotte. Quando i due bimbi in questione organizzano una festa lo fanno seriamente: c’è mezza Milano. In particolare la Milano della moda. Invitata, logicamente, anche l’ex fidanzata. Ma non viene: troppo presto l’aperitivo, troppo tardi la festa. C’ha un fuso orario tutto suo...
Arriva una mia carissima amica. Anni fa in Grecia tentai di venderla a un autoctono in cambio di una caraffa di raki. Mi chiama “fratellino”. La prendo sempre in giro: “C’hai 50 anni (ne ha 5 più di me in realtà) e ancora non ti sei stancata di fare la puttanella aggiro!”. Indossa degli shorts che le lasciano tutte le chiappe di fuori, maglietta stile flashdance, scaldamuscoli ai polpacci, fascia di spugna tra i capelli, pattini. Ne arriva un altro con collare in pelle e borchie d’argento, impermeabile in pelle nero, maglietta nera, pantaloni neri, capelli gellati che arrivano al quinto piano, faccia bianco lunare, occhiaie ben pitturate. Perfetto, anche i Cure sono presenti.
Non si sa come sbuca anche mia sorella con un’amica. “Che cazzo ci fai tu qui?”, a, già, lei ci è nata negli anni ’80... andranno via dopo poco tempo, per fortuna. Testimone scomodo.
A mettere i dischi c’è una tipa che ha lavorato per anni al Plastic. Il Plastic è da trent’anni il tempio dei nottambuli milanesi. L’unico locale che trovi aperto alle 6 del mattino. Se non è arrivata la polizia prima. Intramontabile.
Non mi dilungo sui balli, gli abbracci, le risate, le bevute. La nostalgia di quegli anni stupidi, ipocriti, fittizi, materialisti. Ma così divertenti. Rimpiango solo di non averli vissuti da trentenne. Sarebbero state davvero poche le ore di sonno nell’arco dell’anno...
Ricordo solo un momento: sul tardi, parecchio tardi, poche ore fa insomma, la bimba addetta ai dischi mette su Miguel Bosè. Bravi ragazzi. La canto a squarciagola con la padrona di casa, guardandoci negli occhi, ubriachi, e poi “volando” con le braccia, insieme.... “Camminiamooo sul filo del cielo, a piú di cento metri dall’asfalto. Siamo un punto lá in alto, bandiere nel vento di cittá. Restare in piedi é quasi una magia tra tanti imbrogli e tanta ipocrisia. Andiamo avanti senza mai guardare giú, tornare indietro non si puó piú. Camminiamo allo sbando in un mondo che sta quasi per toccare il fondo...” Ci vengono i lacrimoni e continuiamo: “...Mezzi brilli, mezzi tristi. Tutti noi, poveri cristi in questi anni senza cuore, di questa vita sempre uguale. Tutti noi, bravi ragazzi, tutti noi, che stiamo a pezzi...”
E continuo a pensare che un pizzico di rosa ci stava proprio bene, qui, stanotte.




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21 maggio 2004

una Guiness?

GERUSALEMME, 20 MAG- Israele ha respinto 'con disgusto' le accuse del ministro degli esteri irlandese, Brian Cowen, presidente di turno dell'Ue. Ieri Cowen aveva denunciato 'l'irresponsabile disprezzo' per la vita umana manifestato dall'esercito israeliano a Rafah. 'L'ambasciatore d'Irlanda in Israele e' stato convocato per un colloquio nel quale gli e' stato comunicato che Israele respinge con disgusto la dichiarazione', afferma un comunicato del Ministero degli Esteri israeliano.

NAJAF (IRAQ), 20 MAG- Violenti combattimenti stanno avvenendo nella citta' santa sciita di Najaf tra i miliziani sciiti di Moqtada Sadr e i militari Usa. Lo hanno riferito testimoni, aggiungendo che nella citta' si sono sentite a partire dalle 23 ora locale (le 21 in Italia) una serie di forti esplosioni che sembrano provenire da Piazza della Rivoluzione del 1920 e dal cimitero. La zona e' situata a meno di due chilometri dal mausoleo dell'imam Ali', nel centro della citta'.

Lo vedete o no?
Teste di cazzo




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20 maggio 2004

Giramento di coglioni generico

ROMA, 20 MAG - La Cassazione conferma la prescrizione per Berlusconi in relazione all'accusa di falso in bilancio riguardo ai bilanci Fininvest. I supremi giudici spiegano di aver convalidato la decisione del Gip di dichiarare prescritto il reato. La Procura di Milano, nel ricorrere, aveva invece sostenuto che il reato non era prescritto perche' era stato reiterato fino al 1996 e successivamente. Piazza Cavour ha risposto che la contestazione 'e' troppo generica'.



e ora ci parli della guerra, presidente...




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20 maggio 2004

Usatelo quella merda di zoom!

BAGHDAD, 20 MAG - La Croce Rossa internazionale (Cicr) denuncia l'uso eccessivo della forza da parte dell'esercito Usa dopo la morte di 40 iracheni. Per i media iracheni si e' trattato di una strage a un matrimonio, per fonti della Difesa americane era invece un assembramento di sospetti guerriglieri.

Ma porca troia, c’è differenza tra una festa di matrimonio e un assembramento di guerriglieri! C’avete satelliti, caccia invisibili, aeroplani che vanno da soli, missili chirurgici... Cristo, sarete in grado di discernere se quello che vedete sono due persone, un uomo e una donna, che stanno allegramente gozzovigliando con amici e parenti oppure un gruppo di guerriglieri armati fino ai denti. E poi “sospetti”. Cioè, basta il sospetto per premere il bottoncino e disintegrarli?
Stanotte ho visto le immagini della strage: c’erano tante donne e tanti uomini vestiti a festa... Poi mi si dirà: “tutto un inganno per nascondere un assembramento di guerriglieri, ancora ci caschi?!?”.
Io sì, ci casco ancora. Casco nel dubbio.
E sempre nel dubbio vado alla finestra e mi sporgo. Guardo verso il cielo. “Eiii, mi vedeteeee? Qua tutto a posto, sto lavorando e basta. Zooma un attimo per favore, ecco, così, bravo...”. E alzo il mio bel ditino medio.
Niente sospetti o incertezze: trattasi di italiano che vi sta mandando affanculo, voi e la vostra bandiera del cazzo a stelle e strisce. Stavolta ci avete visto bene.




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