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31 marzo 2004

Stupidera: desiderio di paternità in Chinatown...

Io uomo volele figlio.
Tu donna.
Noi fale zumzum insieme.
Poi tu fale figlio a me.
Poi ancola zumzum e altlo figlio.
Tu compla pannolini.
Io lavo piccoli culi.
Tu dolmi, io ninno esselino piangente.
Tu lavoli e ploduci.
Io cucino pel piccole fauci.
Tu...
...
Ei! Dove vai?
...’azz...

Molale:
se uomo volele fale zumzum non pallale di piccoli culi a donna.




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31 marzo 2004

Vodka relescion

Le pablic relescion sono la mia bestia nera. Da sempre. Sono completamente negato in questa attività. Timidezza o mancanza di diplomazia, non so, ma proprio un gliela fò.
Non riesco a mettermi a chiacchierare, sorridere, interessarmi e interessare una persona che mi è stata presentata da un conoscente che a sua volta potrebbe presentarmi un’altra persona che è amica di una persona che mi potrebbe fare un favore molto utile. Non ci riesco.
E questo non perché persegua retti e rigidi principi morali o che altro. Semplicemente non mi viene perché non mi piace. Come la vodka. Non mi è mai piaciuta la vodka. Prima che io beva della vodka devono essere completamente terminati vino, birra, gin, amari, ouzo, raki, limoncello, grappa, whisky, nocino, sambuca, cynar, fernet, strega.





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31 marzo 2004



Vedo e penso avanti a Dio
avrei voluto andarci anch'io
un sogno amato, accarezzato
un inganno al celibato
e invece affoga nel palato
l'ultima notte che ho passato
fumo e baci da bar
stracci nel letto
vetri nel petto
Geffer, pillole e goldoni
son souvenir delle stagioni
che hanno il vuoto dentro il frigo,
che hanno il Maalox per amico

un amico che è sposato
mangerò il suo minestrone
aspetterò la primavera
e i suoi confetti di virtù...




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30 marzo 2004

Demagogia delle pietre (in testa!)

Ogni tanto, mica sempre, ma ogni tanto, si potrebbe parlare di politica senza:
- parlare di politici
- parlare di correnti di pensiero più o meno vetuste
- parlare forbito
- far intendere che qualcun altro mentre legge di sicuro t’intende e concorda
- punzecchiare tra le righe chi non la pensa allo stesso modo
- sfornare numeri ma poi parlare in astratto
- grasso che cola?

Tra chi ha diritto di voto e vota c’è anche chi non capisce un cazzo di quello che dite. E questo non significa che lo potete prendere per il culo. Significa che vi dovete spiegare!
No, e? Vabbè, tornate ai per voi lapalissiani manifesti del riformismocattolaicoclaudicante in opposizione al neoconservatorismoreazionalevoluzionistico...
Nel frattempo io mi alleno a lanciare più lontano e più preciso. Prima o poi questo servirà di più. Soprattutto quando vedrò le vostre testoline da intellettuali del cazzo darsela a gambe levate.




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30 marzo 2004

Punti Sent-ienti

Bene, bene. Stai migliorando. Noto con piacere che da un po’ di tempo dopo il punto dai un colpetto alla barra spaziatrice e lasci uno spazio. Brava!
Ora, piano piano, facciamo un ulteriore piccolo passettino avanti. Senza correre perché questo è leggermente più complesso, richiede una doppia azione.
Allora, seguimi, dopo che hai pigiato il punto e poi la barra spaziatrice, la prima lettera che segue dovresti digitarla tenendo premuto contemporaneamente il tasto shift. È quel bottone a sinistra sulla tastiera con sopra disegnata una freccetta che punta verso l’alto. In questo modo, noterai che la lettera compare più alta, più grossa, insomma, maiuscola. Così facendo i vecchietti che come me ti leggono avranno più facilmente la sensazione che hai finito un discorso e ne stai iniziando un altro.
Grazie e un bacio.




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30 marzo 2004



Sharon, se mi costruisci una merda di villaggio turistico nella mia isoletta incontaminata ti infilo la torah su per il tuo culo lardoso




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29 marzo 2004



E adesso con tutta ‘sta luce a quest’ora che cazzo ci faccio?




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29 marzo 2004

Se si potesse fare così anche con le donne...

Pedalando verso il lavoro stamattina ho dovuto tirare un’inchiodata di quelle, come dire, che mentre stringi i freni e i denti a più non posso pensi: “frena frena frena frenaaaaa!!!”. Uno stronzo si era affacciato un po’ troppo a uno stop... ma i freni a bacchetta della Dei hanno reagito perfettamente.
E allora mi è venuto in mente quando non andò così... e la mia reazione.
Stavo pedalando verso il liceo, in ritardo come al solito. Saltellavo sul sellino tutto lanciato sul pavet di via Manzoni. Quando all’improvviso da un passo carraio mi appare davanti agli occhi il muso indisponente di ‘sto macchinone. Alla mia sinistra macchine che sfrecciano, a destra marciapiede altissimo e davanti quel muso a sbarrarmi la strada. Impossibile schivarlo. L’unica soluzione era andarci addosso il meno velocemente possibile. Pinzo come una bestia e... si spaccano contemporaneamente entrambi i freni. Mi vado a infilzare come una freccia nel parafango anteriore sinistro del bastardo e spicco il volo sul cofano.
Nessuna ferita grave. Mi alzo dal selciato incazzato nero fumante. Ma non con l’abitante della centralissima via milanese che al mattino pensa di poter uscire da casa come fosse ai box di un gran premio. No. Con la mia bicicletta. Quello era un puro e semplice tradimento!
Mentre lo scaltro pilota, sceso dalla macchina, mi chiede preoccupatissimo se mi sono fatto male, di sedermi ecc ecc, io sfilo la mia bici dalla carrozzeria. La ruota anteriore ha forma quadrangolare. Me la carico in spalla e proseguo verso scuola a piedi senza proferir parola (a pensarci ora mi mangio le mani...).
Arrivo davanti al mio liceo con un ritardo ormai catastrofico. Lego l’adultera due ruote al solito paletto ed entro. Dopo la mattinata di lezioni, esco e mi pianto di fronte a lei:
“Tu morirai qui, troia!”
Non la slegai più. Quando ci passavo davanti le assestavo un bel calcio, a volte sul mozzo, a volte sul telaio, altre sulle ruote. Dopo qualche settimana alcuni compagni di scuola mi vennero a chiedere se potevano prelevarne dei pezzi (e se ero pazzo...). “Fate pure, se volete pezzi di una troia...”.
Fu abbondantemente saccheggiata in tutte le sue parti. Nel giro di un paio di mesi di quella bici rimase solamente un orrido moncherino abbandonato. Destinato ad assistere ai miei arrivi e alle mie partenze in sella a una nuova fiammante bici da turismo, manubrio a condorino, cambio campagnolo a tre rapporti.
Durante l’estate la nettezza urbana se la portò via.




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25 marzo 2004

Mi vergogno!

Mi vergogno. In questi giorni mi sto vergognando del mio paese, della sua gente, di me.

Ma che cazzo stiamo pagando? Ma che cazzo ci stanno facendo pagare ultimamente?
Che cosa cazzo sto pagando ioooo?

Il “rifanziamento” di una missione di pace che al momento di quella votazione già da tempo puzzava quantomeno, QUANTOMENO!!!, di dubbio successo.
(pardon, per rifanziamento, inutile ricordare che rientrano nel prezzo vite umane…burp)
E finora io vedo – questa è – solamente Guerra. Nessuna traccia di pace all’orizzonte.
“Sì sì…. compro questa ‘opzione’, grazie, tenga, grazie ancora”.

E poi?
E che altro?
A, sì, il governo del mio paese è ardentemente impegnato a salvare il calcio. Quanto basta per far iscrivere le società alle competizioni europee.

… noi affoghiamo nella nostra merda. Merda vostra, loro, nostra, mia.
E tua.

che vergogna




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23 marzo 2004

Sparagli, è un terrorista!




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23 marzo 2004

I say a little prayer for u

WASHINGTON - Aretha Franklin, la 'regina del soul', e' stata ricoverata in ospedale. Lo annuncia la sua portavoce, Gwendolyn Quinn, senza pero' precisare ne' dove la cantante sia ricoverata ne' perche'.
Si sa solo che la Franklin, che ha 62 anni, deve essere curata per una malattia non meglio precisata: le sue condizioni vengono definite ''stabili''. S'ignora quanto a lungo la cantante restera' ricoverata.
La Franklin, che compira' gli anni giovedi', e' una delle cantanti piu' note al mondo.

Don't play that song for me
It brings back memories of days that I once knew
The days that I spent with you
oh no, don't let it play
It fills my heart with pain
Please stop it right away
I remember just-a what it said
It said: "Darling, I love you"
You know that you lied
"Darling, I love you"
You know that you lied
"darling, I love you"
You know that you lied, you lied,
You lied, lied, lied, lied

Remember on our first date
You kissed me and you walked away
You were only seventeen
I never thought you'd act so mean
But baby you told me you loved me
You told me you cared
you said, "I'll go with you darling almost anywhere
But darling, you know that you lied, lied, lied, lied, lied





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23 marzo 2004

Numeri: 80, 352, 17, 18...

RAMALLAH, 23 MAR- Dall'inizio di marzo 80 palestinesi sono rimasti uccisi in incidenti legati all' intifada, secondo il ministero palestinese della sanita'. Nello stesso periodo i feriti sono stati 352. Il ministro della sanita' Jawad Tibi ha precisato che 63 delle vittime si sono avute a Gaza, 17 in Cisgiordania e che 17 degli uccisi non avevano raggiunto i 18 anni di eta'. Intanto dieci nuovi 'Ahmed Yassin' sono nati ieri in diversi ospedali di Gaza, dopo l'uccisione da parte di Israele del leader di Hamas.




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22 marzo 2004

Giornalista, studente o terrorista?

Non lo sapremo mai:

TEL AVIV, 22 MAR - E' salito a due il bilancio dei palestinesi uccisi a Nablus dall'esercito israeliano. Lo riferiscono fonti locali. Uno di essi era un giornalista dell'Universita' a-Najah e, per un portavoce militare israeliano, era un ricercato di Hamas. 'Preoccupazione' e' stata espressa dalla Germania attraverso il ministro degli esteri Josckha Fischer. “Noi e l'Ue - ha detto Fischer - abbiamo sempre rifiutato queste uccisioni che abbiamo sempre definito inaccettabili”.

Dice bene Fischer, dalla Germania che si è chiamata fuori dal conflitto irakeno un anno fa.
Se infatti lo scopo è quello di colpire Hamas, Israele ha una lista di nomi da trucidare lunga chilometri. Hamas è in tutto in Palestina, e in particolare nella striscia di Gaza: dalle maestre di asilo ai professori e gli studenti in università, dagli impiegati negli uffici amministrativi ai fruttivendoli. È un po’ come se qui iniziassimo a eliminare tutti i tesserati a un sindacato nazionale di lavoratori...
Se queste esecuzioni rispondono a un disegno di sicurezza e pacificazione, il fallimento è assicurato.
Però, caro Fischer, alle parole dovrebbero seguire i fatti. Invece da anni tu, l’Ue, e addirittura quella Dolcizza della Rice, dichiarate la vostra estraneità, condannate, vi indignate, ma poi non fate un emerito cazzo...





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22 marzo 2004

Stereotipando donne (e in culo alla democrazia!)

Eurostar delle 14.30 diretto a Milano. Raggiungo il mio posto nella carrozza dieci. Il treno parte puntualmente. Nel mio scomparto di sedili si siedono tre ragazze che rappresentano incredibilmente tre stereotipi della donna del terzo millennio. Almeno ai miei occhi.
La pasionaria, la villica, la deneuve.
Tutteetre d’età compresa fra i 23 e i 27 anni, accompagnano il mio viaggio per tutta la sua durata. E sono tutteetre dei bei bocconcini...
La pasionaria è una studentessa universitaria, di ritorno dalla manifestazione di sabato. È cotta, si vede chiaramente che per due sere di fila si è data ai bagordi. Abbigliamento rivoluzionariamente casual, cappuccio della felpa a coprirle il capo, occhio combattente, legge Internazionale ma ben presto si appisola e trascorre la maggior parte del viaggio dormendo.
La villica, non nel senso di maleducata bensì di donna impegnata quotidianamente nella faccendistica domestica, ha sguardo annoiato, è poco curata nel vestire e secondo me non ha la minima idea di che cosa è successo nella capitale.... ma si sa, a Roma c’è sempre casino. Probabile madre coraggio. Sfoglia il catalogo Ikea: due pagine, sonnellino di 20 minuti, altre due pagine, sonnellino... così fino a Milano.
La deneuve è perfetta. Pare uscita dal film Bella di giorno: secondo me il parrucchiere ha terminato il suo lavoro direttamente sul taxi che ha preso per andare in stazione. Mani curatissime. Abbigliamento impeccabile da testa ai piedi. Lancia occhiate d’odio alla pasionaria quando a questa scappa qualche colpo di russata. Naso rifatto per odorare meglio la puzza che ci sta sotto. Legge Io non ho paura e il suo respiro lieve quando si concede un principesco sonnellino suona come: “yvessaintlaureeeent, yvessaintlaureeeent....”
Nessuno parla a nessuno.
Accendo il walkman e riprendo a dirigere la berliner philarmoniker... qui la prima donna, la clarinettista Sabine Meyer, fu fatta entrare nell’orchestra da Karajan. Gli orchestrali erano contrari e fino ad allora l’inserimento di un nuovo musicista nell’organico veniva votato democraticamente. E non prevedeva la presenza femminile. Ma Karajan, da buon nazista, l’ha imposta.
Buffo, le femministe musiciste ancora oggi devono ringraziare un nazista, burbero e dittatore che con la democratica lex ci si è pulito il culo e ha fatto di testa sua...




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21 marzo 2004

Numeri, numeri e... certezze

Roma
Questura: 250.000 manifestanti

Organizzazione: 2 milioni di manifestanti

Fassino contestato… addirittura con un’azione “squadristica” a dire dai suoi “compagni” di palazzo. Ma si dichiara certo dell’unità di intenti del popolo della pace.
I disubbidienti non sono più quelli di una volta…

Tante le bandiere. Pure troppe.


GAZA, 21 MAR- Sei palestinesi sono rimasti uccisi e altri 10 feriti in un raid israeliano stamani a Khan Yunes, nel sud della striscia di Gaza. Due degli uccisi militavano nel braccio armato di Hamas, Ezzedin al-Qassam. Secondo la radio militare israeliana, un palestinese, colpito dal fuoco dei soldati, e' stato dilaniato perche' indossava un corpetto esplosivo. Dopo l'attentato di domenica scorsa al porto di Ashdod Israele vuole costringere i gruppi armati dell'intifada alla difensiva.





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